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125 – Togo

Nel 1967 l’ufficiale dell’esercito togolese Etienne Eyadema rovesciò il governo stabilito dopo l’indipendenza e stabilì nel Togo una repubblica di stampo socialista, nazionalizzando gran parte dell’economia e abbracciando gli ideali marxisti.

Durante il suo regime Eyadema prese parecchie iniziative fortemente anticolonialiste e antidemocratiche, come per esempio il fatto di cambiare tutti i nomi dei cittadini derivanti dal francese, in nomi usati nelle etnie locali.

Eyadema legalizzò totalmente nel paese la soppressione fisica e sociale di tutti i movimenti e i tentativi di cambiamento dello status quo, contro di esso, durante i 26 anni di governo si macchiò di decine di migliaia di omicidi, da lui ordinati, nei confronti di avversari politici, giornalisti, attivisti per la pace, sindacalisti.

Queste violenze politiche e sociali culminarono nel bombardamento da parte dell’esercito presidenziale, della casa del primo ministro togolese che, anche se rimaneva fedele sostanzialmente a Eyadema, dissentiva su alcune prese di posizioni del capo di stato.

Prima di morire esso cambiò la costituzione del paese in modo da rimanere in carica legalmente per tutta la vita.

Nel 2005 esso morì inaspettatamente per un attacco cardiaco e dopo molte pressioni da parte dei governi esteri, tra cui quello francese, che anche se ufficialmente non appoggiava la dittatura, in pratica continuava a trattare con le milizie comuniste togolesi, ci fu un’imposizione al governo di intraprendere delle elezioni democratiche con regime di multipartitismo, in modo da rendere possibile l’elezione di qualche candidato dell’opposizione e porre in questo modo fine al periodo di dittatura sanguinosa da parte del despota.

Tuttavia vinse il ballottaggio il quarantaduenne figlio di Eyadema, che continua tuttora a governare nel Togo, dopo aver cambiato di nuovo la costituzione per rendere possibile l’elezione di un presidente non più dai 45 anni in su, ma dai 35 in su, dato che ai tempi lui aveva poco più di 35 anni.

Le associazioni umanitarie internazionali definiscono questo paese ‘’non libero’’ e molto povero, dato che a causa della nazionalizzazione dell’agricoltura, che occupa il posto più importante nell’economia e nel sostentamento della popolazione i rifornimenti delle principali derrate alimentari non arrivano equamente a tutta la popolazione.

Anche se da molto tempo ufficialmente non vi sono state nel territorio delle condanne a morte, dato che le pene massime sono state tutte tramutate nel carcere a vita, la pena capitale in Togo è ancora in vigore dopo il rifiuto del governo di sottoscrivere la moratoria contro essa.

Tutte le promesse fatte ai movimenti umanitari e all’Unione Europea dal nuovo presidente togolese sono state tutte disattese, dato che malgrado tutto nel paese vige ancora una sorta di dittatura socialista in cui vi è una silenziosa repressione di tutti i dissensi, e delle varie etnie che subiscono ogni giorno violenze indicibili, il tutto senza che nessuno sappia niente, visto che i mezzi di comunicazione non sono focalizzate quasi mai sui massacri dei paesi africani dove vige il comunismo o il socialismo (che in ambito africano, anche se la cosa è politicamente antitetica, sono delle modalità di governo, solitamente dittatoriali, molto simili l’una all’altra).
(da Crimini Comunisti Togo)

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