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119 – Sudan

Nel 1971 prende il potere in Sudan, dopo un golpe compiuto dalla milizia guidata dal Partito Comunista Sudanese nel 1969, il dittatore Giafar Muhammad Nimeiry, che mantenne il potere fino al 1985, anno in cui fu deposto mentre era in un soggiorno diplomatico in Marocco.

Questo presidente, dapprima comunista, poi aggregatosi al partito socialista per degli screzi con l’Unione Sovietica, non fu protagonista di particolari stragi, direttamente riconducibili a lui o alla sua milizia, tuttavia si rese indirettamente responsabile, grazie alla politica economica totalmente deleteria, della situazione gravissima in cui versa al giorno d’oggi il paese.

Infatti in Sudan oggi vi è una condizione di vita difficilissima, in quanto i più poveri sono enormemente danneggiati dalla guerra in corso tra il governo attuale e la milizia islamica, che si è macchiata di delitti orribili contro la popolazione, continuando a massacrare indiscriminatamente donne e bambini nei campi profughi in particolare nella regione del Darfur.

In questa carneficina oltre alle migliaia di vittime bisogna sicuramente contare i circa 300 mila sfollati, che ora vivono nei campi profughi, alla mercè dei miliziani governativi e di quelli islamici.

Il Sudan, essendo uno stato a maggioranza musulmana e con un governo di stampo socialista formalmente, ma secondo quello che si vede si direbbe più comunista, è tra i mantenitori della pena di morte per reati politici, e per reati a sfondo ‘’privato’’ come l’adulterio.

Inoltre sono tantissimi i casi di donne che vengono sistematicamente rese oggetto di violenze e spesso sono anche uccise, senza che il governo (retto attualmente da Omar al Bashir) e le autorità giudiziarie, muovano un dito per impedire queste ingiustizie.

In questo paese il sistema giudiziario è molto arcaico ed estremamente corrotto, e a tratti incompetente, dato che si può essere arrestati e processati senza accusa e in condizioni spaventose, per non parlare della durata dei processi, che talvolta durano anni senza che alla fine si giunga ad un verbale accusatorio appropriato, o perlomeno coerente.

Le associazioni umanitarie come Amnesty International sono enormemente impegnate in campagne a favore di questo paese, in particolare nella regione del Darfur, per protestare contro tutte le ingiustizie, fisiche e amministrative, che vengono ogni giorno perpetrate in Sudan, anche se i propri delegati sudanesi sono spesso oggetto di violenze immotivate, condanne umilianti, a volte anche sfociate in torture e anche nella condanna a morte.
(da Crimini Comunisti Sudan)

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