Ricordare…

25 Aprile

Due lettere che aiutano a capire cosa è stato.

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003 – Il 25 Aprile, un giorno di lutto

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giugno 29, 2008 - Posted by | Comunismo, Fascismo, Italia, Random, Storia, Varie | , , , , ,

10 commenti »

  1. Gentile signora Ercolina
    sono il figlio di un deportato ad Auschwitz.
    Capisco il suo dolore, ma lei è ancora viva, mentre mio padre è un mucchietto di cenere disperso in Germania.
    Era una persona buonissima, l’unica sua colpa era di essere un ebreo.
    Non aveva nemmeno nessuna idea politica.
    Forse il dolore è simile, ma non credo che sia la stessa cosa la sua rabbia e la mia.
    Devo pensare che qualche differenza ci sia.
    Per me il 25 aprile rende giustizia a mio padre e non vorrei condividere questo sollievo, in quel giorno, con quelli che credono sia una giornata di lutto.
    L’importante, comunque, è che non si ricrei l’odio verso i ‘diversi’ da noi che ha portato a quella situazioni.
    E mi creda, ce n’è veramente tanto – troppo – in giro, che aspetta solo l’occasione giusta per manifestarsi.

    Commento di Maurizio | agosto 23, 2008 | Rispondi

    • mi sembra ancora più bestiale voler fare una “gara” di chi ha piu dolore o piu rabbia…la quantificazione,purtoppo,in ogni sua accezione è una forma mentis difficile da cancellare.
      se ci si mette allo stesso livello delle bestie,dei criminali,non si è diversi da essi,per il solo fatto di dover vendicare qualcosa…

      Commento di gaetano | gennaio 5, 2010 | Rispondi

  2. Caro Maurizio,
    la tua vicenda personale porta in primo piano un crimine contro l’umanità che ha infestato e infesta il mondo da millenni: la persecuzione contro gli ebrei.
    Permettimi di intervenire anche se (vorrei dire ‘proprio perchè’) non ho una esperienza personale da raccontare non essendo io parente di perseguitati razziali, etnici o politici.
    E non fraintendermi.
    Per me anche un solo morto innocente è un crimine che grida giustizia. E anche in assenza di vittime la tesi di discriminare qualcuno in base alla razza, all’etnia o alla religione di appartenenza è un crimine altrettanto grave; anche in assenza di una sola vittima.

    Detto questo, permettimi di puntualizzare quanto da te scritto.

    Il 25 aprile non rende giustizia a tuo padre, ma semmai lo uccide una seconda volta. E ti spiego il perchè. Resto ovviamente all’Italia, visto che la festa da te citata è italiana e tuo padre era italiano.
    Come forse nessuno ti avrà mai detto, Mussolini si oppose sempre, con estrema fermezza, al rastrellamento in Italia di ebrei da inviare nei campi tedeschi.
    I rastrellamenti cominciarono, in Italia, dopo la caduta di Mussolini con la nascita del governo Badoglio (deportazione degli ebrei del ghetto di Roma). E gli unici ad opporsi in qualche modo non furono i partigiani, ma le camicie nere. Potrà sembrarti strano, ma sono fatti storici. Alla nascita della R.S.I. Mussolini continuò come potè (ovviamente senza l’efficacia che poteva avere prima) ad opporsi ai rastrellamenti. Ed ebbe tutto sommato un certo successo, se è vero, come è vero, che la percentuale di deportati in Italia risulta di molto inferiore a quella di altri Paesi europei.
    (Queste affermazioni non sono farina del mio sacco, ma provengono dal ‘The Simon Wiesenthal Center’, organismo conosciutissimo che si occupa della persecuzione anti ebraica e ricerca i persecutori nazisti in tutto il mondo).

    Detto questo per ripristinare un minimo di verità storica, passiamo al 25 Aprile.
    Tale festa propone i seguenti valori:

    – Celebrazione della sconfitta nazionale (L’Italia è l’unico Paese al mondo che celebra come festività la propia disfatta militare);

    – Celebrazione dell’odio e della divisione scaturiti dalla guerra civile. Difficile pensare che seminando odio si renda giustizia alle vittime dell’odio stesso.

    – Giustificazione e celebrazione del governo Badoglio che fu la causa di tanti lutti e segnò l’inizio dei rastrellamenti di ebrei in Italia.

    Resta ovviamente la morte di tuo padre (e di tanti altri come lui) che meriterebbe un miglior ricordo.
    Se si vuole però rendere giustizia alle vittime come lui, c’è solo una strada possibile: ripristinare la verità e rendere omaggio a tutte le vittime.

    La cosa è possibile non tramite una festa (non vedo sinceramente cosa ci sia da festeggiare), ma con una giornata del ricordo (io la chiamerei una giornata dell’amore) in cui ricordare cosa può succedere (e nel secolo scorso è successo) quando si esce dalla via dell’amore per imboccare quella dell’odio. Esattamente quindi una giornata diametralmente opposta alla festa del 25 Aprile, che è fondamentalmente una celebrazione dell’odio.

    La morte di tuo padre non è diversa da quella di milioni di altri innocenti assassinati per via del loro credo religioso (vedi persecuzioni anti-cristiane nei paesi comunisti), per motivi razziali (ad esempio gli ebrei sotto il nazismo, in Unione Sovietica o negli stati arabi), per motivi etnici (vedi ad esempio genocidio ucraino e pulizie etniche varie che arrivano sino ai nostri giorni) o per motivi pseudo-politici (vedi campo di sterminio di fascisti (come la cartiera di Mignagola di Carbonera, con tanto di forni crematori ed accessori vari).

    Ed il motivo per cui ciò è potuto accadere e accade ancora ai nostri giorni è dovuto principalmente all’odio seminato a piene mani in passato e che continua ad essere seminato a piene mani ancora oggi, accompagnato da una attenta, quanto ossessiva manipolazione storica.

    Se davvero non vogliamo che accadano più misfatti simili in futuro, non possiamo fare altro che ripristinare innanzi tutto la verità e poi far capire a tutti cosa può significare imboccare la via dell’odio.

    Il discriminare tra le vittime porta solo ad altre sicure, immancabili ed inevitabili vittime future, alimentando sempre più la spirale dell’odio con conseguenze impensabili.

    L’obiettivo quindi è, e deve essere, la condanna dell’odio ovunque si presenti e qualsiasi motivo prenda a sua giustificazione in modo da ripristinare la sacrlità dell’Uomo e ridargli una posizione preminente rispetto alla società.

    Commento di mcz06 | agosto 23, 2008 | Rispondi

  3. partigiani una parola che mi fa ribrezzo.
    Compivano atti vigliacchi e poi si nascondevano fra gli sfollati.E poi ci hanno liberati, ma se il caso non fossero presenti gli americani ci portavano in una barbarie peggiore.I paesi satelliti non festeggiano tale liberazione e il loro calvario è durato fino al 1989.Mio padre haveva fatto 8 anni di soldato, ma non gli ho mai sentito mai dire male di Mussolini.il comunismo è morto, ma nel cuore di Veltroni, Fassino, D’Alema batte ancora il cuore di via delle Frattocchie,non lasciamoli riportare l’Italia a un idea che nel mondo ha fatto 320 milioni di morti e poi in Cina,Cuba;Zimbaue etc è ancora al potere.
    L’unico stato in cui il comunismo è andato al potere “democraticamente” è S.Marino.
    un saluto bertoldo

    Commento di bertoldo | agosto 24, 2008 | Rispondi

  4. Te lo dico io …altro che amnistia di togliatti, altro che consegna delle armi.
    Dovevamo ammazzarli tutti. Tutti appesi, tutti fucilati.

    Forse ora saremmo stati liberi di non sentire questa puzza di merda fascista.

    Commento di baruda | agosto 24, 2008 | Rispondi

  5. Condivido al 100% solo l’ultimo paragrafo, per il resto:
    -Le leggi razziali sono state emanate in Italia nel 1938, tant’è vero che i nazisti a Roma il 18 ottobre 1943 sono andati a colpo sicuro con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell’Interno (fascista).
    -Le leggi razziali sono state mantenute con il governo di Salò e in gran parte anche con Badoglio, anche se Roma non era certo sotto la sua autorità visto che era “città aperta” dopo l’8 settembre. Altre notizie in merito su http://www.binario21.org/fascismodeportazione.htm (uno dei tanti sull’argomento).
    -La “disfatta militare” fu dei nazisti e dei fascisti.
    – Ecc. ecc.
    L’odio genera odio, e chi si allea con i criminali ha la sua responsabilità di fronte alla Storia. Oggi non odio nessuno, ma parlare di “lutto” per il 25 aprile significa – di fatto – sostenere che la liberazione dal nazifascismo è stata una cosa negativa, e quindi non posso essere d’accordo.

    Commento di Maurizio | agosto 24, 2008 | Rispondi

  6. Le leggi razziali sono certamente da condannare con decisione, ma da sole non hanno mandato un solo ebreo nei campi di concentramento.

    Che fino all’8 settembre 1943 Mussolini col suo governo abbia fermamente impedito qualsiasi deportazione è un fatto accertato e senza possibilità di discussione.
    Roma non è mai stata una ‘città aperta’. Lo era solo nelle intenzioni e nelle dichiarazioni di di Badoglio, il quale non trovò niente di meglio da fare che fuggire da Roma lasciandola in completa balia delle truppe tedesche. La responsabilità del rastrellamento del 18 ottobre è tutta sua. Ci fosse stato ancora il governo Mussolini, tale rastrellamento non sarebbe mai avvenuto.

    La contro prova la si ha nel fatto che la maggior parte degli ebrei che riuscì a fuggire dai territori occupati dai tedeschi si rifugiò in Italia. Non in Francia, non in Inghilterra e non negli USA, ma guarda caso preferirono entrare nel nostro Paese.

    La disfatta militare, mi spiace contraddirti, fu solo e soltanto dell’Italia.
    E il trattato di pace che ne conseguì fu la conseguenza di una resa senza condizioni.

    L’apporto del governo Badoglio (e la considerazione in cui era tenuto) è sintetizzato benissimo nella frase di Eisenhover (scritta nel suo ‘Diario di guerra’, Baldini e Castoldi editori):

    “… la resa dell’Italia fu uno sporco affare. Tutte la nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l’Italia é la sola ad aver perduto questa
    guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della R.S.I.”

    La frase ‘chi si allea con i criminali ha la sua responsabilità di fronte alla storia’ potrebbe aver senso,se non fosse smentita dai fatti.
    Badoglio si alleò con gli americani (che si comportarono come criminali di guerra) e con i Sovietici (che come criminali di guerra e criminali contro l’umanità superarono di moltissime lunghezze tutti gli altri), ma non mi sembra che la storia ci abbia fatto caso. Forse perchè è stata scritta dai vincitori (tra cui però non c’era Badoglio).

    Il 25 Aprile è una festa dell’odio, è come tale non è una festa e non è possibile considerarla positiva da nessun punto di vista.
    Tra l’altro non festeggia la liberazione dal nazi-fascismo come sostieni, ma festeggia le imprese dei partigiani che ben poco hanno a che fare con l’andamento della guerra e nulla con la caduta del Fascismo e del Nazismo.

    La liberazione fu opera esclusiva delle truppe Alleate e non mi risulta che vi sia alcuna festa per ricordarlo.

    Commento di mcz06 | agosto 24, 2008 | Rispondi

  7. Complimenti “baruda”, complimenti. Racconta queste cose a tuo figlio prima che si addormenti………….

    Commento di mirco | agosto 25, 2008 | Rispondi

  8. sono sandra,non so se il primo commento è arrivato perchè al momento dell’invio il compiuter non funzionava più, volevo dire che per me il 25 aprile è una giornata di lutto perchè a sessantaquattro anni da quella data non ho ancora trovato i resti di mio padre per poterlo finalmente seppellire,mio padre fu prelevato dopo quella data dai partigiani portato a ferrara al comando di cisterna del follo dove portavano i prelevati e il 10 maggio 1945 si perdono le tracce,quattro mesi prima che io venissi al mondo morì a 17 anni anche mio fratello in un imboscata ucciso dai partigiani e mia madre restò sola con sei figli,vorrei sapere perchè quei personaggi che tanto si vantano delle loro gesta maledette perchè non hanno mai pagato il loro conto con la giustizia e sputano ancora oggi sui nostri morti ,i morti vanno rispettati perchè sono morti per un ideale e degni di rispetto.Vorrei che qualcuno avesse il coraggio di chiedere una giornata di ricordo per i VINTI io lo fatto ho scritto al presidente della republica facendogli questa richiesta ma la risposta non è stata di mio gradimento perchè se lui è il presidente di tutti gli italiani dovrebbe farsene carico di commemorare anche i vinti perchè erano italiani anche loro.Parliamo tanto di pacificazione nazionale che parola è?è una parola vuota cosa insegnamo ai nostri nipoti che sui libri di scuola si parla sempre a senso unico senza dire le verità su quel periodo.Sono veramente stanca di sentire sempre il solito ritornello e schifata,mi piace molto leggere i libri del Dott.Pansa perchè scrive le verità che danno fastidio.Continuerò a fare ricerche finchè non troverò mio padre, ancora oggi in quel di ferrara anno le bocche cucite le persone non si trovano neppure allo stato civile per chi e perchè? è questa me la chiamate libertà la libertà è un altra cosa perciò domani ricorderò tutti i morti della RSI che sono morti per un ideale i VINTI di lassù piangono ancora perchè il loro sacrificio è stato inutile .

    Commento di sandra | aprile 24, 2009 | Rispondi

  9. Premesso che non ho parenti che hanno subito le deportazioni nè parenti Partigiani, vorrei solo proporre la mia idea (come già sintetizzata nella Pag.53 Crimini Nazisti e Fascisti).

    I Partigiani NON erano un gruppo organizzato come le SS o un semplice esercito, ma solo persone che, vittime, sia materiale che psicologico, di oppressioni fasciste e rastrellamenti, hanno colto l’occasione per prendersi le loro vendette contro i fascisti. Ovviamente, se mettete 15 persone in un supermercato senza guardiani, 5 faranno la spesa pagando, altri 10 ruberanno a più non posso o violenteranno la cassiera. Quando i focolai del Patriottismo si diffusero, erano gruppi, magari tanti, ma ognuno isolato per se stesso e mentre alcuni morivano per la causa, facendo agguati ai fascisti e salvando prigionieri, altri entravano nelle cascine e violentavano donne e bambini: nella cofusione, chi si sarebbe accorti di loro? E chi li avrebbe processari?

    Per me il 25 Aprile non è un giorno di lutto, ma neanche la festa di “Tizio” e “Caio”: è la festa del Partigiano, dell’uomo che alza la testa e decide di mettere a rischio la propria vita per lottare contro l’oppressore. Per l’unico motivo che sia io, sia Voi, faremmo la stessissima cosa se domani un uomo con imposizione volesse entrare nelle nostre case.
    Allora io tengo a cuore i rastrellamenti fascisti, sovietici e quelli dei Partigiani (la storia di Ercolina è solo una delle tante), ma a voler dire che il 25 Aprile è addirittura un “Giorno di Lutto” ce ne vuole!!
    Lodo sempre questo meraviglioso sito, ma penso sempre più che sia un pò di parte (e correggetemi se sbaglio).

    P.S.: I documenti che dimostrano che sotto Mussolini non ci furono deportazioni… Dove sono?

    Commento di Andrea | gennaio 19, 2011 | Rispondi


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