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102 – La volante rossa

Abbiamo appena visto come la faccia ufficiale del PCI cercasse col passare degli anni di mostrare un volto più umano.

Parallelamente, però, vi era un’altra realtà che nel corso degli anni prenderà molti nomi e molte forme. Il filo logico è sempre lo stesso: perpetuare il ‘mito’ della Resistenza e intimidire (o, se possibile, eliminare) tutti quelli che per qualche motivo potrebbero incrinare tale mito che fornisce legittimità al partito guida.

La prima formazione è la ‘volante rossa’. Riporto, pari pari, quanto scritto nell’osservatorio sui delitti del comunismo in Italia, La volante rossa.

«Il gruppo terroristico denominato Volante Rossa agì a Milano lungo un arco di tempo di quasi quattro anni, dall’estate del 1945 al febbraio del 1949. Fu costituito ad opera di partigiani comunisti provenienti dalle Brigate garibaldine 116a, 117a e 118a. Il suo fondatore e capo fu Giulio Paggio, originario di Saronno, nome di battaglia Alvaro.

Nonostante il grande scalpore che le azioni di tale formazione terroristica fecero, e di cui parleremo, su di essa in questi cinquant’anni è calata una cortina di silenzio, rotta soltanto nel 1977 da un saggio di Cesare Bermani pubblicato sulla rivista “Primo Maggio” e nel maggio 1996 da un libro di Carlo Guerriero e Fausto Rondinelli edito da Datanews dal titolo “La Volante Rossa”.

Si tratta di due saggi opera di autori di sinistra, ampiamente giustificazionisti, ai quali peraltro va riconosciuto il merito di aver rotto un vero e proprio muro di omertà che il Partito Comunista prima e il PDS poi avevano elevato intorno a questa scomoda ed ingombrante storia.

In particolare il secondo saggio ha una strana intonazione: troppo fazioso per apparire come una sera ricostruzione storica, troppo obiettivo per essere considerato solo un’opera apologetica. Descrive ed enumera i delitti, indifendibili, commessi dagli aderenti alla Volante Rossa, ma si conclude con queste parole: “Nei decenni successivi il ricordo della formazione di ex partigiani milanesi era destinato a riaffiorare ogni volta che mobilitazioni antifasciste ed operaie tornavano a far salire la tensione nelle aree industriali del nord: segno evidente che il valore, anche leggendario, che quella lontana esperienza di lotta aveva assunto non era stato affatto intaccato né dalle strumentalizzazioni né dalla rimozione operata nei suoi confronti da parte del PCI.”

Deve destare preoccupazione il fatto che nel 1996 vi sia ancora qualcuno che attribuisca ai crimini della Volante Rossa un valore, anche leggendario

Ma vediamo quali furono questi crimini, quasi tutti commessi a Milano.

gennaio 1947 – Omicidio di Eva Macciacchini e di Brunilde Tanzi, simpatizzanti di movimenti di destra.

14 marzo 1947 – Omicidio del giornalista Franco De Agazio, direttore della rivista “Meridiano d’Italia”.

16 giugno 1947 – Assalto ad un bar di via Pacini 32, ritenuto luogo di ritrovo di simpatizzanti di destra, a colpi di sassi e di pistola.

6 luglio 1947 – Attentato contro l’abitazione di Fulvio Mazzetti, simpatizzante di destra, in Corso Lodi 33. La bomba a mano lanciata contro l’abitazione rimbalza contro una zanzariera e ricade in strada, ove ferisce uno degli attentatori, Mario Gandini. L’altro si chiama Walter Veneri.

10 luglio 1947 – Attentato contro la sede del settimanale missino “Rivolta Ideale”. Qui una quarantina di persone erano radunate per ascoltare una conferenza del professor Achille Cruciani. Due terroristi lanciarono una bomba nella sala con la miccia già accesa. Uno dei presenti la raccolse e la lanciò giù dalla finestra, ove esplose danneggiando il palazzo di via Agnello 10 e tre automobili.

27 luglio 1947 – Un ordigno al plastico viene collocato all’interno di un cinema nel quale il professor Cruciani doveva tenere un’altra conferenza. La polizia lo ritrova prima che esploda.

11 ottobre 1947 – Assalto alla sede del M.S.I. di via Santa Radegonda, che viene devastata. Numerosi missini presenti vengono feriti.

29 ottobre 1947 – Al termine di una manifestazione indetta dalla Camera del Lavoro, viene assalita e distrutta la sede della rivista “Meridiano d’Italia”.

4 novembre 1947 – Omicidio di Ferruccio Gatti, responsabile milanese del M.S.I., nella sua abitazione, in viale Gian Galeazzo 20.

4 novembre 1947 – Tentato omicidio di Antonio Marchelli, segretario della sezione del M.S.I. di Lambrate.

5 novembre 1947 – Omicidio, a Sesto San Giovanni, di Michele Petruccelli, aderente al Movimento “Uomo Qualunque”.

12 novembre 1947 – Assalto alle sedi dell’Uomo Qualunque in Corso Italia, del M.S.I. in via Santa Radegonda e della rivista “Meridiano d’Italia”.

13 novembre 1947 – A bordo di tre camion i terroristi della Volante Rossa si recano in via Monte Grappa e devastano la sede del Movimento Nazionale Democrazia Sociale.

14 novembre 1947 – Irruzione nella sede del Partito Liberale Italiano in corso Venezia.

27 novembre 1947 – Assalto alla Prefettura di Milano, insieme a centinaia di manifestanti che protestavano contro la sostituzione del Prefetto Troilo. Nella stessa giornata viene assalita la sede del M.S.I. e quella della RAI in corso Sempione.

6 dicembre 1947 – Aggressione ad una guardia giurata della Breda, a Sesto San Giovanni.

12 dicembre 1947 – Sequestro dell’ingegner Italo Tofanello, dirigente delle Acciaierie Falck, in via Natale Battaglia 29. Condotto in Piazza Duomo l’ingegnere viene costretto a spogliarsi e quindi viene rilasciato senza vestiti.

10 aprile 1948 – Disordini durante un comizio del M.S.I. in piazza Belgioioso.

25 aprile 1948 – Disordini durante una manifestazione non autorizzata a piazzale Loreto.

15 luglio 1948 – Scontri con le Forze dell’Ordine durante l’occupazione degli stabilimenti Bezzi e Motta.

13 ottobre 1948 – Aggressione ad alcuni dirigenti della Breda.

27 gennaio 1949 – Omicidio di Felice Ghisalberti in via Lomazzo e del dottor Leonardo Massaza in piazza Leonardo da Vinci, ritenuti entrambi simpatizzanti di destra.

L’elenco di questi crimini naturalmente rappresenta in modo assai sommario la vera attività della Volante Rossa. Si tratta degli episodi sicuramente attribuibili a questa formazione, mentre non compare una quantità di altre azioni che in quegli anni turbolenti furono commesse da estremisti di sinistra, quasi sicuramente appartenenti alla Volante Rossa, ma di cui non abbiamo documentazione certa.

Circa l’epilogo del gruppo terroristico, nel 1951 fu celebrato il processo contro 32 membri della Volante Rossa, di cui 27 in carcere e 5 latitanti. I condannati furono 23, di cui 4 all’ergastolo.

Dei 5 latitanti 3 sfuggirono all’arresto grazie all’aiuto del P.C.I. che li fece espatriare oltrecortina: Giulio Paggio e Paolo Finardi in Cecoslovacchia e Natale Burato in Unione Sovietica.

Il 26 ottobre 1978 il neo-eletto Presidente della Repubblica Sandro Pertini firma il decreto di grazia per i 3 terroristi rifugiati all’estero. Ed ecco un elenco, ampiamente incompleto, degli appartenenti alla Volante Rossa:

  • Otello Alterchi (Otelin), elettricista, classe 1928;
  • Felice Arnè, nome di battaglia Ciro, operaio, classe 1930;
  • Giordano Biadigo (Tom), operaio, classe 1929;
  • Bruno Bonasio, elettricista, classe 1926;
  • Primo Borghini, custode della Casa del Popolo di Lambrate, classe 1920;
  • Mario Bosetti, classe 1926; – Natale Burato;
  • Luigi Canepari (Pipa), meccanico, classe 1925;
  • Camillo Cassis, idraulico, classe 1925;
  • Ennio Cattaneo, elettricista, classe 1930;
  • Domenico Cavuoto (Menguc), barista, classe 1930;
  • Giulio Cimpellin (Ciro), meccanico, classe 1920;
  • Ferdinando Clerici (Balilla), operaio, classe 1928;
  • Luigi Comini (Luisott), fotografo, classe 1925;
  • Walter Fasoli (Walter), disoccupato, classe 1917; – Paolo Finardi;
  • Mario Gandini;
  • Pietro Iani (Iani), idraulico, classe 1926;
  • Giacomo Lotteri (Loteri), meccanico, classe 1920;
  • Angelo Maria Magni, elettricista, classe 1926;
  • Sante Marchesi (Santino), radiotecnico, classe 1926;
  • Antonio Minafra (Missaglia), classe 1919;
  • Enrico Mondani, tipografo e segretario della sezione Lambrate del P.C.I., classe 1925;
  • Mario Mondani, meccanico, classe 1927;
  • Giulio Paggio (Alvaro);
  • Ettore Patrioli (Iaia), meccanico, classe 1926;
  • Carlo Reina, conciatore, classe 1926;
  • Emilio Tosato (Lietù), elettricista, classe 1929;
  • Ferruccio Tosi (Casso), elettricista, classe 1929;
  • Eligio Trincheri;
  • Angelo Vecchio (Tarzan), operaio, classe 1925;
  • Dante Vecchio (Tino), meccanico, classe 1917;
  • Walter Veneri;
  • Italo Zonato (Italo), meccanico, classe 1925.»

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