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120 – Zimbabwe

In questo stato è al governo dal 1987 il presidente Mugabe, capo del Fronte Africano dell’Unità (ZANU), che partito come movimento che aveva al suo interno eroi nazionali che avevano combattuto per l’indipendenza del paese dal colonialismo britannico.

Tuttavia, come gran parte dei movimenti indipendentisti mondiali, lo ZANU, finì col trasformarsi in un partito socialista di ispirazione marxista – leninista che alla guida del paese non riuscì a operare senza limiti come nelle esperienze comuniste in Asia, ma comunque anche non cambiando molto della costituzione già vigente è riuscito a reintrodurre la pena di morte contro certi tipi di crimini anche minori ma soprattutto per i reati politici (come l’opposizione al regime o la manifestazione pubblica, che nelle realtà con governi di stampo comunista è tassativamente proibita).

Fonti umanitarie molto attendibili come Amnesty International o l’ONU, hanno inoltre rilevato che sono in atto nel paese moltissime irregolarità elettorali (altrimenti il presidente non potrebbe essere in carica da quasi 21 anni), come le intimidazioni agli elettori o l’eliminazione sistematica degli avversari politici.

La situazione socio–economica del paese è in una situazione di grave crisi, a causa delle riforme agricole e sociali messe in atto dal regime, la popolazione muore di fame, molte etnie sono perseguitate dalle autorità e molte persone muoiono per malattie anche banali, ma che il governo non ha ancora cercato di debellare, avendo sprecato i fondi necessari, per scopi minori, come per esempio accogliere tutti i dittatori comunisti africani (per esempio Menghistu) che altrimenti avrebbero di sicuro una condanna nel loro paese.

Attualmente si sono svolte, sempre in una situazione di intimidazioni e palesi brogli, le elezioni presidenziali, e il presidente Mugabe è stato rieletto, tuttavia, a causa delle denunce delle associazioni umanitarie, dei rifugiati all’estero, e degli esponenti dei partiti politici d’opposizione, sono state imposte parecchie sanzioni dall’ONU, che hanno spinto il regime a far uscire lo stato dal Commonwealth britannico, condizione che permetterà a Mugabe di essere sempre più libero nella gestione demenziale dei fondi finanziari e nella soppressione di tutte le etnie e gli avversari politici più ostili.

In questo paese il comunismo ha causato decine di migliaia di vittime, oltre che tramite le persecuzioni etniche e politiche, con un disinteresse pressoché totale per la ricerca medica e a causa dell’attuazione indiscriminata di riforme agricole e industriali folli, per una terra poverissima che non versa nemmeno nelle condizioni climatiche adatte per accogliere questo tipo di cambiamenti, essendo enormemente soggetta a lunghi periodi di siccità che impediscono i raccolti distruggendoli e determinando di conseguenza l’inizio di devastanti carestie.

Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilevato che la vita media dei cittadini è molto bassa (attorno ai 37 – 38 anni) e che circa il 25% della popolazione, quindi circa un quarto, è ammalata di AIDS mentre l’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 12 anni, e il 10% della popolazione è analfabeta.
(da Crimini Comunisti Zimbabwe)

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