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062 – Crimini Nazisti: l’Olocausto

L’Olocausto messo in atto da Hitler a danno degli ebrei è certamente un crimine orrendo.
Un crimine che, da solo, basta per una condanna totale dell’ideologia che lo rese possibile.
Infatti non fu una conseguenza della situazione militare e neppure una modifica dell’ideologia Nazional socialista. Era ben radicato (e programmato) negli scritti hitleriani, prima ancora che prendesse il potere.

Non fu quindi ‘un crimine di guerra‘.
La guerra probabilmente accelerò semplicemente un processo che era già in atto e che si sarebbe comunque concluso in maniera tragica.
Fu, con tutta semplicià, quello che si definisce un ‘crimine contro l’Umanità‘.

L’elemento di differenza, e di un orrore senza precedenti, nel genocidio nazista degli ebrei fu l’ideazione e l’organizzazione dei “campi di sterminio”. Ancor oggi v’è una vasta disinformazione circa la natura di queste specialissime istituzioni, che furono soltanto quattro, tutte in territorio polacco occupato, e la cui durata fu relativamente breve.

Questi ‘campi di sterminio‘ vengono di regola, ancora (o soprattutto) oggi confusi con i ‘campi di concentramento‘ di cui ve n’erano dozzine sparsi un po’ dappertutto in Germania ed in Europa (Sereny, In quelle tenebre, Adelphi, Milano 1975).

A prescindere da tutto questo, la ‘soluzione finale‘ fu un fatto reale che portò a morte circa sei milioni di persone che per la maggior parte avevano l’unica colpa di essere ebrei.

Un crimine, quindi, orrendo che, però, non fu l’unico.
E’ difficile stilare una classifica e, probabilmente, anche cinico.

Il problema è che dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi l’Olocausto, insieme ai ‘crimini nazisti‘ ci è stato sempre proposto come l’unico crimine ‘ufficiale’ del secolo scorso. Ed il nazismo (a cui non si sa bene a quale titolo viene associato il fascismo) come il male assoluto, l’unico dell’intero pianeta.

Il confronto fra Auschwitz e altri crimini militari e civili è non solo legittimo, ma necessario e senza confini di tempo e spazio, perché non implica automaticamente «banalizzare il passato o parificare agli altri i crimini nazisti “Al contrario“, scrive Jean-Michel Chaumont, “può aiutare a debanalizzare  il presente: «Come nessuna spiegazione causale può farci riconciliare con il fatto di Auschwitz, così nessuna dovrebbe poterci riconciliare con altri fenomeni intollerabili»

Così non è stato e non è tutt’ora.

Solo un ebreo, uno ebreo della portata di Norman G. Finkelstein, ha il diritto e le qualità per intervenire contro questo oceano di parole, che sfregia il silenzio dei martiri. E lo fa con durezza e lealtà, con cognizione di causa e con un disperato amore:
L’Olocausto ha dimostrato di essere un’arma ideologica indispensabile grazie alla quale una delle più formidabili potenze militari del mondo, con una fedina terrificante quanto a rispetto dei diritti umani, ha acquisito lo status di ‘vittima’, e lo stesso ha fatto il gruppo etnico di maggior successo negli Stati Uniti. Da questo specioso status di vittima derivano dividendi considerevoli, in particolare l’immunità alle critiche, per quanto fondate esse siano.

E visto che siamo in tema di crimini e che parliamo di ebrei e di tedeschi, eccone uno completamente sconosciuto dalla maggior parte delle persone:

“Venni a sapere che quando l’Olocausto ebbe termine, numerosi ebrei ebbero incarichi di comando, come Lola, Potevo capire il perché, ma a volte furono crudeli come i loro omologhi di Auschwitz, e arrivarono a guidare l’organizzazione che gestiva le prigioni e i campi di concentramento per civili tedeschi in Polonia e nella Germania sotto amministrazione polacca.. Una volta ancora mi resi conto che mi stavo confrontando con qualcosa di troppo grande per un piccolo cervello del peso di poco più di un chilo. Stavo scoprendo infatti che, certo c’era stato l’Olocausto, e i tedeschi avevano ucciso gli ebrei; ma in seguito era stata compiuta un’altra atrocità, tenuta nascosta dai suoi responsabili: alcuni ebrei avevano ucciso dei tedeschi (80.000). Dio sa se gli ebrei erano stati provocati, ma io scoprii che nel 1945 uccisero un gran numero di tedeschi: e non si trattava di nazisti, né di sicari di Hitler, ma di civili, uomini, donne e bambini neonati, il cui unico crimine era di essere tedeschi. Questo scoprivo e ne ero inorridito. Non si era trattato dell’Olocausto, né di un suo equivalente morale, ma potevo immaginare – chiamatela pure arroganza – come avrebbe reagito il mondo se lo avessi raccontato. Pensavo comunque di fare la cosa giusta, sia come cronista sia come uomo che è anche ebreo.
La Torah ci dice di rendere una testimonianza onesta; ci dice, in realtà, che se qualcuno pecca e noi lo sappiamo ma non lo riferiamo, siamo colpevoli anche noi.
Mi aspettavo che qualcuno mi avrebbe chiesto : ‘Come può un ebreo scrivere un libro come questo?‘ e sapevo che la mia risposta sarebbe stata: ‘No, come può un ebreo non scriverlo?‘ (John Sack “Occhio per occhio” Baldini & Castoldi ed.).
Alla notizia di quei campi di sterminio, il Presidente Truman scrisse: “Ebrei più crudeli di Hitler” (Corriere della Sera, 12.07.2003).

Quando nel 1949 David Rousset, un intellettuale trockista sopravvissuto ai Lager nazisti e autore di uno dei primissimi libri sull’universo concentrazionario, si batte perché si indaghi anche sui Gulag,viene accusato di falso e filonazismo e resterà isolato per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta; i tanti che pure sapevano, come il filosofo francese Sartre, non spendono una parola per contrastare le calunnie e portare alla luce la verità.
(da Bravo, Foa, Scaraffia, I fili della memoria)

Questo è il vero, autentico crimine  della seconda guerra mondiale.
L’aver permesso che un crimine atroce (‘l’Olocausto‘) potesse essere usato per nascondere crimini altrettanto, e a volte ancora, più atroci.

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