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42f – Le reazioni all’estero

‘… la resa dell’Italia fu uno sporco affare. Tutte la nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l’Italia é la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della RSI …’. (da ‘Diario di Guerra’ di Eisenhower, Comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo)

‘… il fatto é che il Governo italiano decise di capitolare non perché si vide incapace di offrire ulteriore resistenza ma perché era venuto, come in passato, il momento di saltare dalla parte del vincitore …’. (da ‘Le armate alleate in Italia’ del Generale Alexander)

‘… l’Italia fu fedele al suo carattere di sciacallo internazionale, sempre in cerca di compenso per i suoi tradimenti …’. (da ‘Storia della diplomazia’ di Potemkin, ambasciatore sovietico a Roma)

‘… che alleato sarà l’Italia nel caso di una guerra? Quali garanzie ci sono che l’Italia, la quale ha cambiato schieramento nella seconda guerra mondiale di questo secolo, non farà altrettanto?’. (da un articolo di fondo apparso sull’Washington Post)

Se al Nord ci accompagnavano rancore e diffidenza da parte tedesca, assai maggior disprezzo e sfiducia manifestavano al Sud gli Anglo-Americani. Un cambiamento di fronte del genere poteva certo essere stato accolto da essi con entusiasmo, ma non altrettanto, interiormente, approvato alla stregua delle leggi immortali dell’onore, della lealtà e della fedeltà ai patti giurati. (da ‘Una vita per l’Italia’, pag.194)

Basta leggere, fra i tanti scritti di parte ‘alleata’ che apparvero dopo l’armistizio. Diceva ad esempio Voight, editore della rivista ‘Nineteenth Century’ (e per carità di Patria mi limito a questa sola citazione):
“Nessuna grande potenza vorrà mai considerare l’Italia come un alleato di uguale statura. Qualsiasi linguaggio la cortesia ufficiale possa dettare, essa è sempre stata nominata con disprezzo nel linguaggio popolare tanto dell’alleato quanto del nemico”. (da ‘J.V. Borghese e la X MAS’, pag.40)

Il giudizio più severo e definitivo sulla vergognosa vicenda lo espresse il maresciallo britannico B. L. Montgomery, visconte di El Alamein e comandante dell’8 armata nella campagna d’Italia: ‘Penso che l’armistizio di Badoglio sia il più grande tradimento della storia […] Non è vero che la capitolazione fu dettata dalle domande popolari o da disordini interni. Vi erano veramente, e continuamente, voci di disordini […] diffuse da politicanti italiani in esilio che si accreditavano il merito d’aver provocato la caduta di Mussolini attraverso tali disordini. Il fatto è che il governo italiano decise di capitolare non perché si vide incapace di offrire ulteriore resistenza ma perché ritenne che fosse venuto il momento di accorrere in aiuto del vincitore’. (da ‘J.V.Borghese e la X MAS’, pag.40)

Il disprezzo dei vincitori per il nemico che aveva tradito il proprio alleato arrendendosi vergognosamente, si manifestò perfino in un neologismo coniato proprio dagli anglo-americani, il verbo ‘to badogliate’, che significa appunto ‘tradire senza costrutto’. (da ‘J.V.Borghese e la X MAS’, pag.55)

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