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080 – Un ulteriore giudizio sulla Resistenza

Questa volta il giudizio non è mio, ma proviene da coloro che dalla Resistenza furono ‘beneficiati‘.

Mi riferisco all’eccido di Pedescala del 30 aprile 1945.

Una banda partigiana attaccò un reparto tedesco in ritirata (era un reparto disarmato perché in segno di resa, aveva lasciato le armi nella piazza del paese).

Il gruppo sceso dalle montagne ne uccise sette, poi secondo le abitudini, fuggì sui monti lasciando la popolazione alla mercé della rappresaglia. I tedeschi uccisero 63 persone innocenti, incendiarono il paese e andarono via.
Quando si sentirono al sicuro i partigiani dopo tre giorni scesero a valle.

Questo l’antefatto, tragicamente simile a mille altri.

Nel 1983 il Presidente Pertini si recò a Pedescala per consegnare la solita medaglia d’oro al valore partigiano alla popolazione.

Ne ottenne un netto rifiuto con la seguente motivazione:

Spararono poi sparirono sui monti, dopo averci aizzato contro la rabbia dei tedeschi, ci lasciarono inermi a subire le conseguenze della loro sconsiderata azione.
Per tre giorni non si mossero, guardando le case e le persone bruciare. Con quale coraggio oggi proclamano di aver difeso i nostri cari
” (Il Giornale, 29 aprile 1983).

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