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159 – Unione dei comunisti (Marxisti Leninisti) Italiani

Oltre ad ispirarsi al pensiero di Mao Tse-tung, l’Unione ha rappresentato per lunghi anni la linea più coerentemente stalinista praticata in Italia.

La sua reggenza si basava sul cosiddetto “centralismo democratico”, simpatico eufemismo per dire che pochi decidevano e tutti gli altri dovevano ubbidire. Il centro decisionale (rappresentato per lo più dal Brandirali) non per niente si autodefiniva il “nucleo d’acciaio” che doveva temprarsi “al fuoco della lotta di classe” per poter condurre L’Unione alla fondazione del “grande, glorioso e giusto” Partito Comunista (m-l) Italiano.

Già da queste frasi si ha un esempio di quale fosse il grado di follia collettiva che animava i componenti di questo gruppo. Ma per capire meglio le loro idee, le loro intenzioni, vero humus per le successive tragiche esperienze terroristiche di tanti giovani plagiati da questi cattivi maestri, offriamo un saggio sconvolgente: il Programma del governo rivoluzionario che avrebbe dovuto prendere il potere in Italia.

Segue poi un documento non meno significativo, dal titolo Sulla via dell’insurrezione armata popolare.

Entrambi i pezzi sono tratti da “Il programma rivoluzionario del Partito”, pubblicato nel libro “Progetto di tesi per il Congresso di fondazione del P.C.(m.-l.)I.”, Edizioni Servire il Popolo, 1972.

Programma del governo rivoluzionario

“Il Governo Rivoluzionario applicherà immediatamente le seguenti misure socialiste:

Espropriazione degli sfruttatori

Art. 1 – Le fabbriche, le banche, le proprietà fondiarie ed immobiliari, le ricchezze dei gran signori, sono immediatamente socializzate senza alcun indennizzo. Ciò vale anche per le proprietà dei monopoli stranieri. Le bande armate dei capitalisti e ogni intervento militare esterno, in appoggio ai capitalisti, saranno duramente repressi dal popolo italiano.

Art. 2 – Chiunque sfrutta e si arricchisce da parassita sul lavoro degli altri uomini commette reato, e se persiste nel reato verrà messo in galera.

Art. 3 – Coloro che si sono macchiati di gravi crimini contro il popolo, anche nel passato, vengono rinchiusi e puniti dai tribunali del popolo. Tutti gli sfruttatori che non hanno commesso gravi crimini andranno a lavorare, saranno privati dei diritti politici sino alla rieducazione, e saranno vigilati dalla milizia popolare.

Art. 4 – Tutti coloro che si trovano nelle carceri per condanne della borghesia sono giudicati nuovamente dal tribunale popolare. I prigionieri politici liberati, i prigionieri colpevoli per mancanza di educazione popolare saranno rieducati e recuperati il più possibile alla società. I debiti del popolo verso i capitalisti sono annullati, gli istituti di pegno restituiranno gli oggetti al popolo. Tutti i codici della borghesia sono annullati, nuove leggi semplici, volte a colpire la proprietà dei ricchi e a difendere gli interessi collettivi, saranno emanate dal Governo Rivoluzionario.

Organizzazione del nuovo Stato

Art. 5 – La Repubblica Popolare d’Italia è fondata sui Consigli. essi rappresentano, ai vari livelli, l’autorità della dittatura del proletariato. Nel sistema dei Consigli si organizza l’apparato statale. Il popolo, riunito in Consigli, deciderà in ogni momento quali misure deve adottare l’amministrazione pubblica. Il Parlamento, gli enti Locali, sono sciolti. Il sistema delle elezioni per lista è annullato. Il popolo voterà ogni giorno per misure concrete e verificherà ogni giorno l’insieme dei delegati inviati alla direzione centrale dello Stato.

Art. 6 – Sono proibiti tutti gli stipendi che siano superiori al doppio del salario medio operaio. Questo vale anche per ministri, funzionari, tecnici e scienziati.

Art. 7 – Tutti gli impiegati e i funzionari, che facevano parte dell’immenso apparato burocratico dell’ex-stato capitalista, potranno partecipare a corsi professionali e lavorare nella produzione, reinserendosi socialmente. Gli impiegati e i funzionari del nuovo Stato saranno scelti fra il proletariato, ridotti al minimo necessario, per una amministrazione semplice e giusta.

Art. 8 – Polizia ed esercito borghesi sono disciolti. Le basi NATO sono espulse dall’Italia. L’Italia creerà le sue alleanze di pace con i popoli in lotta contro l’imperialismo. L’esercito per aggredire e opprimere è sconfitto, nasce l’esercito della difesa della libertà e dei diritti del popolo. La forza armata del popolo sarà realizzata con la milizia operaia e con l’Esercito Rosso, in cui non vi saranno gradi e la vita militare sarà gestita dai Consigli dei soldati.

Art. 9 – I tribunali del popolo, eletti dai Consigli, sono gli organi della giustizia. Per gravi crimini, come il furto nell’amministrazione pubblica e altri, che determinano gravi sofferenze nel popolo, è ripristinata la pena di morte.

Ripresa delle energie produttive

Art. 10 – Gli operai, mediante i Consigli di fabbrica, i contadini con i Consigli di zona, e così tutti i produttori dirigeranno la produzione locale secondo i piani centrali del Governo Rivoluzionario. Eliminata l’accumulazione privata, proibita la produzione delle merci di lusso, eliminato il sistema con cui lo stato dava ai capitalisti il redditto sottratto con le tasse al popolo, tutto il reddito della produzione tornerà al popolo, in forma di salari e di opere sociali dello Stato proletario; sparisce così lo sfruttamento.

Art. 11 – La disoccupazione è un crimine. Tutte le forze di lavoro devono essere impegnate per costruire ciò che serve al popolo. I salari sono fissati a partire dal salario minimo eguale per tutti adeguato al costo della vita. Le capacità di lavoro saranno valutate dalle assemblee stesse dei lavoratori. Scompare così la corruzione e l’autorità vile di falsi tecnici e dei leccapiedi dei padroni.

Art. 12 – Facciamo appello perché tutti i lavoratori italiani che si trovano all’estero ritornino in patria. In tutte le zone povere del paese, gli emigranti e i disoccupati si organizzeranno in squadre di lavoro e riceveranno adeguati aiuti statali per costruire fabbriche, strade e case in queste zone.

Art. 13 – Si fa appello a tutti i contadini emigrati in città: se vogliono tornare a lavorare la terra, si riuniranno in cooperative e riceveranno dallo Stato macchine e concimi. Lo Stato garantisce l’acquisto di tutti i prodotti che non sono di fabbisogno locale, e fisserà prezzi validi per tutto il paese per i prodotti agricoli.

Per il benessere del popolo

Art. 14 – È proibito trarre guadagno affittando case. Gli appartamenti non abitati e quelli spaziosi dei ricchi vengono assegnati ai lavoratori. Lo Stato si impegna a costruire con ritmo accelerato case decenti e confortevoli per tutto il popolo.

Art. 15 – I prezzi che i negozianti devono praticare sono quelli fissati dal Governo Rivoluzionario. I Consigli del popolo organizzeranno la vigilanza per la genuinità dei prodotti.

Art. 16 – Tutto il popolo ha diritto a cure mediche, agli ospedali e ai medicinali necessari. Tutta l’assistenza medica viene resa gratuita. Squadre mediche condurranno inchieste per prevenire le malattie.

Art. 17 – Tutti i giovani devono organizzarsi in forme di vita collettiva, le nuove generazioni saranno immesse a fondo nella vita collettiva. I giovani saranno educati al lavoro dallo Stato, che per tutti farà sviluppare le doti migliori. I giovani, a turno, gireranno tutto il paese in squadre di produzione, così conosceranno il popolo e i suoi problemi.

Art. 18 – Le donne avranno asili, mense, lavanderie sociali; squadre di esse vi lavoreranno mentre le altre potranno occuparsi altrove, realizzando la liberazione dal peso della schiavitù domestica.

Art. 19 – I vecchi pensionati saranno completamente mantenuti dallo Stato, che li impegnerà in attività utili e ne garantirà il riposo e le cure più affettuose.

Cultura – Sport – Morale – Religione

Art. 20 – In tutte le città e paesi devono essere costruite le Case del popolo, quali centri sociali di ampia vita ricreativa, culturale e di riunione.

Art. 21 – Le scuole sono completamente gratuite e tutti gli studenti sono mantenuti dallo Stato. Ogni scuola sarà gestita da studenti e insegnanti; l’insegnamento sarà liberato dagli inganni della borghesia, e gli insegnanti impareranno attraverso il dibattito aperto con gli studenti e con le squadre operaie addette all’educazione scolastica. Chiunque ne avrà le capacità potrà continuare gli studi su proposta dell’assemblea della scuola, senza limiti nel livello di studio.

Art. 22 – Lo sport sarà un aspetto fondamentale della vita del popolo; ovunque, capillarmente sorgeranno centri sportivi e tutti svilupperanno la loro attitudine. Le competizioni sono sottratte alle scommesse e all’agonismo egoistico. Sorgerà la competizione delle capacità reali espresse da tutto il popolo.

Art. 23 – I matrimoni si realizzeranno davanti al popolo, discutendo con esso sui motivi dell’unione. La donna avrà diritti eguali all’uomo. Il divorzio dovrà realizzarsi in tutti i casi in cui è dimostrata la mancanza di unità. L’amore si baserà sull’educazione all’altruismo e fiorirà splendidamente ovunque.

Art. 24 – TV e radio diventano del popolo, i giornali borghesi sono proibiti. La stampa popolare sarà molto capillare, sino ai giornali murali che tutti potranno scrivere e affiggere. Tutto il materiale pornografico, i testi calunniosi e falsi, la propaganda amorale e corruttrice della borghesia, saranno eliminati e la loro produzione proibita.

Art. 25 – Tutti i cattolici, se desiderano continuare ad andare in chiesa, potranno farlo. Il Governo Rivoluzionario eliminerà lo stipendio statale ai preti, che dovranno andare a lavorare come tutti gli altri. Inoltre sono requisiti tutti i beni della chiesa e dello stato Vaticano. Il Partito e lo Stato faranno educazione e propaganda in senso comunista e per controbattere la propaganda religiosa.

Art. 26 – Tutti gli intellettuali e gli artisti, i tecnici e gli scienziati, che stanno sinceramente dalla parte del popolo, saranno aiutati a rieducarsi vivendo in mezzo al popolo e ascoltando la critica popolare alle loro opere. I centri rieducativi e culturali saranno aperti ad ogni opera e il popolo svilupperà la critica di massa. Gli usi e i costumi del popolo, la cultura nazionale, il legame fra cultura e problemi del popolo si realizzeranno a fondo sotto la direzione della classe operaia.

Sulla via dell’insurrezione armata popolare

Il principio della lotta armata per la presa del potere è un principio universale della via rivoluzionaria . Questo principio è risultato dall’analisi concreta della questione dei rapporti fra popolo e stato. Il braccio armato dello stato è contro il popolo quando lo stato è nelle mani di una classe di minoranza.

Il braccio armato della borghesia ha ripetutamente attaccato il popolo, scagliandosi contro ogni sua protesta, contro ogni espressione della volontà popolare della maggioranza.

La via elettorale, indicata dai riformisti, non solo nasconde il fatto che il popolo non può esprimere a maggioranza la sua volontà unitaria in una forma elettorale indiretta e astratta, ma nasconde anche il fatto che ogni risultato elettorale poco confacente al regime è annullato dalla pressione violenta del braccio armato dello stato.

La lotta armata delle masse popolari viene resa necessaria dalla stessa borghesia, che fa fronte alla lotta popolare contraria alla reazione con il rafforzamento del braccio armato e con il finanziamento delle squadre armate fasciste. Ogni minimo desiderio del popolo infine potrà avere soddisfazione solo spezzando la resistenza armata della borghesia con la forza armata del popolo.

Si tratta di dare vita alla lotta armata quando ciò corrisponde alla coscienza della maggioranza delle masse lavoratrici. Questo significa che la lotta armata si differenzia per le sue forme a seconda dei rapporti che vi sono fra popolo e stato borghese nei vari paesi.

In un paese di capitalismo sviluppato, che sia parlamentare o a regime fascista e social-fascista, sino al momento della crisi rivoluzionaria generalizzata, la mediazione politica prevale sulla repressione armata, e quindi il popolo vedrà l’esigenza della lotta armata solo nel momento della crisi rivoluzionaria. Per questo in tali paesi la lotta armata appare nel processo culminante della lotta rivoluzionaria, assumendo la forma della insurrezione popolare.

Quindi, in Italia, la lotta armata si rende possibile e necessaria nello scontro decisivo, in cui le lotte di massa si sono trasformate in lotte per il potere e la borghesia le fronteggia con la repressione armata. Questo vuol dire che la via della lotta armata adeguata all’Italia è la via insurrezionale dell’armamento delle masse nel punto culminante della lotta per il potere politico. L’azione del Partito sarà adeguata al compito di guidare su questa via le masse popolari.(da Osservatorio sui delitti del comunismo in Italia – Unione dei comunisti (marxisti-leninisti)

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