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076 – Popolarità del Fascismo

In genere gli storici sono concordi nel ritenere che il Fascismo in utto il ventennio abbia goduto di una vastissima popolarità.

Popolarità che indicano aver avuto un massimo nel 1936 con un valore stimato oltre il 90%.

Ecco in proposito la testimonianza di Eugenio Scalfari (fondatore di ‘Repubblica’ e firmatario del manifesto contro il commissario Calabresi che venne ucciso poco dopo):

“Il Duce era rimasto immobile, con le mani appoggiate al balcone, il viso proteso in avanti. Ai suoi fianchi i gerarchi cercavano coi gesti di placare l’eccitazione, ma lui non riprese subito a parlare, aspettò che l’attenzione salisse al massimo insieme al più assoluto silenzio. Infine gridando con altissima voce disse: ‘Dopo venti secoli l’Impero ritorna sui colli fatali di Roma‘.
Non ho mai più visto una piazza, una città, un paese intero – come poi sapemmo, perchè tutta l’Italia era attaccata alle radio – invaso da un entusiasmo irrefrenabile come quello. La gente si abbracciava, urlava, piangeva, molti tra la folla svennero e il suono delle ambulanze si mischiò alle urla e agli applausi.
I nostri capi ci avevano ordinato il ‘presentat-arm‘ per salutare il ritorno dell’Impero, ma noi, con gambe e braccia informicolite da una così lunga immobilità, non eseguimmo l’ordine e ci mettemmo anche noi a saltare e urlare come ossessi, molti scivolarono sui gradini e qualcuno nella ressa si fece anche male.
Questo accadde il 5 maggio 1936 e poi quattro giorni dopo, il 9, e moltissime altre volte a piazza Venezia e in tutte le piazze d’Italia. L’ideologia, in uno scenario di quella forza, non temeva confronti.
…Noi, giovani e adulti, eravamo tutti fascisti, salvo i pochi che avevano avuto la forza di sfidare il regime e languivano nelle carceri o erano  espatriati.

Ma quando quella cartapesta andò in frantumi sotto le bombe dei ‘Constellation‘, quando i greci ci sconfissero in Albania, quando l’Ottava Armata inglese ruppe il fronte a El Alamein, quando gli americani sbarcarono in Sicilia; quando tutto questo avvenne quaranta milioni di fascisti scoprirono di essere antifascisti.espatriati.
Così, per quel che posso ricordare, andarono le cose.”
(‘L’uomo che non credeva in Dio‘ – Eugenio Scalfari, cap. IV, Einaudi editore)


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