Ricordare…

115 – La scomunica

Scomunica ai comunisti da parte di PIO XII

Congregazione per la Dottrina della Fede, 1-7-1949

E’ stato chiesto a questa Congregazione:

  1. Se sia lecito iscriversi ai partiti comunisti, od approvarli.No: il Comunismo infatti è materialistico ed anticristiano; i capi dei comunisti, poi, anche se a parole dichiarano di non avversare la religione, tuttavia mostrano di essere ostili sia nella teoria che nella pratica a Dio e alla vera religione e alla Chiesa di Cristo.
  2. Se sia lecito pubblicare, diffondere o leggere libri, periodici, giornali e pubblicazioni che sostengono dottrine o azioni di comunisti, o scrivere in essi.No: ciò infatti è proibito dalla legge stessa
  3. Se i fedeli di Cristo, che avessero messo in pratica consapevolmente e in piena libertà ciò di cui si è trattato nei punti 1 e 2, possano essere ammessi ai sacramenti.No, secondo i principi generali che riguardano l’esclusione dai sacramenti di coloro che non sono disposti.
  4. Se i fedeli di Cristo, che professano la dottrina materialistica e anticristiana dei comunisti, e per primi coloro che la difendono o la divulgano, incorrano per ciò stesso, come apostati dalla fede cattolica, nella scomunica riservata in modo speciale alla Sede Apostolica.Si.

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una spiegazione…di una persona della quale ho profonda stima…..

Le scomuniche ai comunisti sono 2, una del 1949, ed una del 1959.

Nella prima si commina la scomunica a tutti coloro che votano, sostengono, diffondono, ecc. il comunismo.

Nella seconda, si estende la scomunica ai partiti che appoggiano i comunisti in coalizioni elettorali, per gli stessi motivi addotti dal decreto del 49.

I due decreti sono stati entrambi approvati ex audientia dai pontefici Pio XII e Giovanni XXIII (il quale viene definito sinistrorso… in realtà è colui che ha inferto la condanna più pesante al comunismo).

Questo fatto della firma ex audientia, per chi conosce la teologia fondamentale, significa che i decreti, oltre ad essere norme penali, sono anche atti del magistero ordinario, da credersi obbligatoriamente, sotto pena di peccato mortale, e di temerarietà (che è una censura teologica).

Ora, nel 1983, è stato emanato il Codice di diritto canonico (CJC),il quale ha abrogato tutte le leggi (anche penali) non espressamente menzionate. Inoltre ricordo l’impossibilità del ricorso all’analogia per la legge penale.

Sebbene gli indizi siano a favore di una cancellazione della pena di scomunica ai comunisti, ad opera del nuovo codice, occorre tenere presente che il magistero non può essere abrogato.

I due decreti, pertanto, rimangono ancora validi in virtù della approvazione pontificia, che ne ha fatto atti del proprio magistero.

Ora una attenta analisi del decreto del 1949, informa anche sulle motivazioni che hanno spinto alla scomunica: il comunismo è contrario alla fede cattolica, in quanto i comunisti sono apostati dalla fede cattolica e non devono ricevere i sacramenti, e per il decreto del 1959, è illecito votare per chi li sostiene in coalizione, per le medesime cause.

Gli asserti che ho posto sono magistero pontificio, da credersi da tutta la chiesa obbligatoriamente, in quanto magistero autentico. Chi lo contraddice è temerario e pecca mortalmente.

Ora a proposito di quanto insegnato da Pio XII, il can.1364 del CJC, dice che agli apostati è comminata la scomunica L.S.

Pertanto la scomunica dei comunisti, in quanto apostati dalla fede cattolica, e di chi li appoggia, secondo l’insegnamento dei Papi, è ancora valida, a norma del can. 1364, che punisce gli apostati.

E’ obbligatorio ritenerli apostati, per il magistero ordinario, e gli apostati sono scomunicati.

Da ultima, una considerazione su cosa si intenda per condanna della Chiesa nei confronti del comunismo.

Non si deve certo credere che la condanna al comunismo verta unicamente sui partiti che sfoggiano la bandierina rossa e la falce e martello nel simbolo. Questo sarebbe ridicolo. Allora un partito come i DS, che non espongono detto simbolo (bensì la quercia di Robespierre, come volle Achille Occhetto, in onore della rivoluzione giacobina, al congresso di scioglimento del PCI), sarebbero differenti da ciò che erano nella precedente denominazione (PDS), laddove con ostentata sicumera lo sfoggiavano, non essendone cambiato né il nome, né i quadri, né i membri, né l’ideologia? Sarebbero da condannare solo Bertinotti e Cossutta, mentre non i Verdi di Pecoraro, che pongono in atto una idologia che potendo, è anche più radicale ed estremista di quella di Bertinotti (che ricordiamo, è Conte di nobiltà sabauda, e proprietario di industrie, come la moglie), no?

Non inganniamoci. Uno studio serio, e non da “Edipeo enciclopedico”, dimostra come il magistero della Chiesa vada inteso. Si condanna tanto il comunismo, quanto il socialismo, intendendo pertanto condannare tutti quei sistemi filosofici-politici-economici, di base marxista e progressista, che fanno propri i miti del progresso sociale, e divinizzano la società, in senso materialistico, spodestando Dio.

Pertanto faccio mie le parole già postate da The Druid, di Pio XI:

In tale dottrina, com’è evidente, non vi è posto per l’idea di Dio, non esiste differenza fra spirito e materia, né tra anima e corpo; non si dà sopravvivenza dell’anima dopo morte, e quindi nessuna speranza in un’altra vita. Insistendo sull’aspetto dialettico del loro materialismo i comunisti pretendono che il conflitto che porta il mondo verso la sintesi finale, può essere accelerato dagli uomini. Quindi si sforzano di rendere piú acuti gli antagonismi che sorgono fra le diverse classi della società, e la lotta di classe con i suoi odi e le sue distruzioni, prende l’aspetto d’una crociata per il Progresso dell’umanità. Invece, tutte le forze, quali che esse siano, che resistono a quelle violenze sistematiche, debbono essere annientate come nemiche del genere umano. […]

Inoltre, il comunismo spoglia l’uomo della sua libertà, principio spirituale della sua condotta morale, toglie ogni dignità alla persona umana e ogni ritegno morale contro l’assalto degli stimoli ciechi. All’uomo individuo non è riconosciuto, di fronte alla collettività, alcun diritto naturale della personalità umana, essendo essa, nel comunismo, semplice ruota e ingranaggio del sistema; nelle relazioni poi degli uomini fra loro è sostenuto il principio dell’assoluta uguaglianza, rinnegando ogni gerarchia e ogni autorità che sia stabilita da Dio […]

Che cosa sarebbe dunque la società umana, basata su tali fondamenti materialistici? Sarebbe una collettività senz’altra gerarchia che quella del sistema economico. Essa avrebbe come unica missione la produzione di beni per mezzo del lavoro collettivo e per fine il godimento dei beni della terra in un paradiso in cui ciascuno “darebbe secondo le sue forze, e riceverebbe secondo i suoi bisogni”. Alla collettività il comunismo riconosce il diritto, o piuttosto l’arbitrio illimitato, di aggiogare gli individui al lavoro collettivo, senza riguardo al loro benessere personale, anche contro la loro volontà e persino con la violenza. In essa tanto la morale quanto l’ordine giuridico non sarebbero se non un’emanazione del sistema economico del tempo, di origine quindi terrestre, mutevole e caduca. In breve si pretende di introdurre una nuova epoca e una nuova civiltà, frutto soltanto di una cieca evoluzione: “una umanità senza Dio”. […]

l comunismo è per sua natura antireligioso, e considera la religione come “l’oppio del popolo” perché i princípi religiosi che parlano della vita d’oltre tomba, distolgono il proletario dal mirare al conseguimento del paradiso sovietico, che è di questa terra. […]

Esposti così gli errori e i mezzi violenti e ingannevoli del comunismo bolscevico ed ateo, è tempo ormai, Venerabili Fratelli, di presentare brevemente la vera nozione della Civitas humana, della umana Società, quale ce l’insegnano la ragione e la rivelazione per il tramite della Chiesa Magistra gentium, e quale Voi già conoscete.

Al di sopra di ogni altra realtà sta il sommo, unico supremo Essere, Dio, Creatore onnipotente di tutte le cose, Giudice sapientissimo e giustissimo di tutti gli uomini. Questa suprema realtà, Dio, è la condanna più assoluta delle impudenti menzogne del comunismo. E in verità, non perché gli uomini credono, Dio è; ma perché Egli è, perciò lo crede e lo prega chiunque non chiuda volontariamente gli occhi di fronte alla verità.

(Lettera enciclica “DIVINI REDEMPTORIS” – Sul comunismo ateo, di Sua Santità Papa Pio XI, 19 marzo 1937, n. 8 e ss.)

SI evince chiaramente, come non sia il comunismo in se, formalmente ad essere negativo, ma la dottrina e le dottrine che lo animano, e che non sono differenti da quelle del progressismo odierno. Nel suo mutare continuo questo mostro evolvente, ha mutato anche nome. Non lasciamoci ingannare se vuole mutarsi anche d’abito, indossando abiti intrisi dagli odori di sagrestia.

(tratto da Scomunica ai comunisti)

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