Ricordare…

031 – I nomi delle foibe

Foiba di Basovizza e  Monrupino (oggi monumento nazionale)
In un documento sottoscritto da tutti i componenti del CLN giuliano e trasmesso nel 1945 alle autorità alleate e al governo Italiano si legge:
“Centinaia di cittadini vennero trasportati nel cosiddetto “Pozzo della Miniera” in località prossima a  Basovizza e fatti precipitare nell’abisso profondo duecentoquaranta metri. Su questi disgraziati vennero in seguito lanciate le salme di circa centoventi soldati tedeschi uccisi nei combattimenti dei giorni precedenti e le carogne putrefatte di alcuni cavalli. Al fine di identificare le salme delle vittime e rendere possibile la loro sepoltura abbiamo chiesto consiglio agli esperti che hanno collaborato, a suo tempo, al recupero delle salme nelle foibe istriane. L’attrezzatura a disposizione dei nostri esperti non è sufficiente data l’eccezionale profondità del pozzo, il numero delle salme e lo stato di putrefazione delle stesse…”

E il giornale “Primorski Dnevník” in data 5/08/1945, smentendo l’uccisione di patrioti italiani, ammette l’infoibamento di italiani a  Basovizza e particolarmente di poliziotti e finanzieri. Cosi scrive: “… questa nuova Jugoslavia del  maresciallo Tito, che per il numero delle vittime, per la vittoria comune occupa senza dubbio il secondo posto, dopo l’Unione Sovietica e che è rispettata ed onorata dalla popolazione slovena, croata e italiana di questa regione, non è possibile che abbia oltre alla Guardia di frontiera fascista, ai poliziotti, gettato nelle foibe anche i combattenti che hanno combattuto da fratelli per la nuova Jugoslavia e dieci soldati neozelandesi…“.

Foiba di Scadaicina – sulla strada di Fiume

Foiba di Podubbo – Alcuni che si sono calati nei 190 metri di profondità hanno individuato 5 corpi, tra cui quello di una donna completamente nuda.

Foiba di Drenchia – contiene cadaveri di donne, ragazzi e partigiani dell’Osoppo

Abisso di Semich – Un’ispezione del 1944 accerò che i prtigiani di Tito vi avevano gettato un centinaio di sventurati, soldati italiani e civili, uomini e donne, quasi tutti seviziati prima e gettati ancora vivi. Impossibile sapere il numero di quanti vi furono gettati in seguito. Testimoni del luogo dichiararono di aver sentito per giorni e giorni urla strazianti provenire dall’abbisso (190 metri). Il prato conservò per mesi le impronte dei camion che avevano scaricato il loro carico umano. (Testimonianza di Mons. Parentin).

Foibe di Opicina, di Campagna e di Corgnale – Vi vennero gettate circa duecento persone. tra queste una donna ed un bambino rei di essere moglie e fiiglio di un carabiniere.

Foibe di Sesana e Orle – Non si sa il numero delle vittime. Nel 1946 vennero recuperati alcuni corpi.

Foiba di Casserova – Sulla strada di Fiume, tra Obrovo e Golazzo. Sono stati fatti precipitare tedeschi, uomini e donne italiani, sloveni, molti ancora vivi. Dpo gettavani benzina e bombe a mano. L’imoccatura fu fatta saltare rendendo pressochè impossibile i recuperi.

Abisso di Semez – Il 7 maggio 1944 venfgono individuato resti umani corrispondenti ad un centinaio di persone. Nel 1945 fu ‘usato’ ancora.

Foiba di Gropada – Sono state recuperate cinque salme. Il 12 maggio 1945 vi furono precipitate 34 persone, previa svestizione e colpo di rivoltella ‘alla nuca‘. Tra le ultime: Dora Ciok, Rodolfo Zuliani, Alberto Marega, Angelo Bisazzi, Luigi Zerial e Domenico Mari.

Foiba di Villa Orìzi – Nel mese di maggio 1945 gli abitanti del circondario videro lunghe file di prigionieri, alcuni dei quali recitavano il Pater Nostro, scorati da partigiani armati di mitra, essere condotte verso la voragine. Le testimonianze sono concordinell’indicare in circa duecento i prigionieri eleiminati.

Foiba di Cernovizza (Pisino) – Secondo voci degli abitanti del circondario le vittime sarebbero un centinaio. L’imboccatura della foiba, nell’autunno del 1945, è stata fatta franare.

Foiba di Obrovo  (Fiume) – E’ luogo di sepoltura di tanti fiumani, deportati senza ritorno.

Foiba di Raspo – usata come luogo di genocidio di italiani sia nel 1943 che nel 1945. Imprecisato il numero delle vittime.

Foiba di Brestovizza – Così narra la vicenda di una infoibata il “Giornale di Trieste” in data 14/08/1947: “…gli assassini l’avevano brutalmente malmenata, spezzandole le braccia prima di scaraventarla viva nella foiba. Per tre giorni, dicono i contadini, si sono sentite le urla della misera che giaceva ferita, in preda al terrore, sul fondo della grotta..“.

Foiba di Zavni (Foresta di Tarnova)
– Luogo di martirio dei carabinieri di Gorizia e di altre centinaia di sloveni oppositori del regime di Tito.

Foiba di Gargaro o Podgomila (Gorizia) – A due chilometri a nord-ovest di Gargaro, ad una curva sulla strada vi è la scorciatoia per la frazione di Bjstej. A una trentina di metri sulla destra della scorciatoia vi è una foiba. Vi furono gettate circa ottanta persone.

Foiba di Vines – Recuperate dal  Maresciallo Harzarich dal 16/10/1943 al 25/10/1943 ottantaquattro salme di cuii cinquantuno riconosciute. In questa foiba, sul cui fondo scorre dell’acqua, gli assassinati dopo essere stati torturati, furono precipitati con una pietra legata con un filo di ferro alle mani. Furono poi lanciate delle bombe a mano nell’interno. Unico superstite, Giovanni Radeticchio, ha raccontato il fatto.

Cava di Bauxite di Gallignana – Recuperate dal 31 novembre 1943 all’8 dicembre 1943 ventitre salme di cui sei riconosciute.

Foiba di Terli – Recuperate nel novembre del 1943 ventiquattro salme, riconosciute.

Foiba di Treghelizza – Recuperate nel novembre del 1943 due salme, riconosciute.

Foiba di Pucicchi – Recuperate nel novembre del 1943 undici salme di cui quattro riconosciute.

Foiba di Surani – Recuperate nel novembre del 1943 ventisei salme di cui ventuno riconosciute.

Foiba di Cregli –   Recuperate nel dicembre del 1943 otto salme, riconosciute.

Foiba di Cernizza –   Recuperate nel dicembre del 1943 due salme, riconosciute.

Foiba di Vescovado –    Scoperte sei salme di cui una identificata.

Altre foibe da cui non fu possibile eseguire il recupero nel periodo 1943 – 1945.

Semi –

Jurani –

Gimino –

Barbana –

Abisso Bertarelli –

Rozzo –

Iadruichi –

Foiba di Cocevie – a 70 chilometri a sud-ovest da Lubiana.

Foiba di San Salvaro

Foiba Bertarelli (Pinguente) – Qui gli abitanti vedevano ogni sera passare colonne di prigionieri ma non ne vedevano mai il ritorno.

Foiba di Gropada –

Foiba di San Lorenzo di Basovizza

Foiba di Odolina – Vicino Bacia, sulla strada per Matteria, nel fondo dei Marenzi.

Foiba di Beca –  Nei pressi di Cosina.

Foibe di Castelnuovo d’Istria – “Sono state poi riadoperate – continua il rapporto del Cln – le foibe istriane, già usate nell’ottobre del 1943“.

Cava di bauxite di Lindaro –

Foiba di Sepec (Rozzo) –

Capodistria – Le Foibe – Dichiarazioni rese da Leander Cunja, responsabile della Commissione di indagine sulle foibe del capodistriano, nominata dal Consiglio esecutivo dell’Assemblea comunale di Capodistria:

… Nel capodistriano vi sono centosedici cavità, delle ottantuno cavità con entrata verticale abbiamo verificato che diciannove contenevano resti umani. Da dieci cavità sono stati tratti cinquantacinque corpi umani che sono stati inviati all’Istituto di medicina legale di Lubiana. Nella zona si dice che sono finiti in foiba, provenienti dalla zona di S. Servolo, circa centoventi persone di etnia italiana e slovena, tra cui il parroco di S. Servola, Placido Sansi. I civili infoibati provenivano dalla terra di S. Dorligo della Valle.
I capodistriani, infatti, venivano condotti, per essere deportati ed uccisi, nell’interno, verso Pinguente. Le foibe del capodistriano sono state usate nel dopoguerra come discariche di varie industrie, tra le quali un salumificio della zona ..

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