Ricordare…

045 – Crimini Alleati – i bombardamenti

Cominciamo da lontano, ovvero dalla guerra civile di Spagna.

Il 26 aprile 1937 i bombardieri della legione Condor al comando di Wolfram von Richthofen (cugino del “Barone Rosso) attaccarono e bomardarono la città basca di Guernica durante la guerra civile spagnola. All’azione parteciparono anche tre bomardieri  Savoia-79 comandati dal Capitano Gori Cartillani, scortati da due squadriglie di caccia, al comando del Tenente Ricci e del Capitano Viola della Aviazione Legionaria italiana. La città, sede di due fabbriche di armi e bombe, continuò a bruciare per giorni e alla fine risultò distrutta per il 70%.
Divenne, ed è tuttora, un simbolo della ferocia fascista e nazista.
Secondo i ‘repubblicaini’ le vittime furono 1.650 civili, secondo i nazionalisti nessuna dal momento che sostenevano l’inesistenza del bombardamento e accusavano i repubblicani di aver appiccato volontariamente fuoco alla città.
Da testimonianze indipendenti si scopre invece che il bombardamento provocò 100 (cento) vittime.

Durante la seconda guerra mondiale ricordo i bombardamenti di Varsavia e Rotterdam e proseguirono con il bombardamento di Coventry che fu colpita il 25 giugno e il 25 agosto 1940 causando 16 morti nel primo bombardamento e 176 morti nel secondo.
Gli inglesi risposero col bombardamento di Monaco a cui seguì da parte dei tedeschi un ulteriore bombardamento di Coventry (1.236 morti e 1.746 feriti). Gli inglesi risposero colpendo Amburgo.
Fin qui siamo nell’ambito di bombardamenti classici.

La svolta avvenne quando il fisico Frederick Lindemann entrò nel Gabinetto di Guerra di Winston Churchill. Nel 1942, Lindemann presentò uno studio in cui si invocava una campagna di bombardamenti strategici delle citta tedesche allo scopo non solo di colpire i centri industriali più importanti ma di distruggere deliberatamente il maggior numero di abitazioni, per ridurre la forza lavoro disponibile. Le case popolari dei quartieri operai, con la loro densità, sembravano un bersaglio adatto all’uso delle bombe incendiarie. Il Gabinetto accettò la proposta e il Maresciallo dell’Aria Arthur “Bomber” Harris venne nominato comandante in capo del Comando Bombardieri nel febbraio 1941.

L’inaugurazione del nuovo ‘metodo‘ toccò a Colonia, seguita poi da Amburgo, Kessel Berlino e Norimberga.
Il punto culminante fu raggiunto il 13 febbraio 1945 con Dresda, la Firenze del baltico. Delle 28.410 case che costituivano la città, 24.886 furono distrutte ed un’area di 15Km. quadrati fi rasa al suolo. Le vittime (tutte civili) furono tra 35.000 e 135.000. Cifre contradditorie perchè Dresda, che non aveva obiettivi militari e quindi era considerata sicura, era piena di sfollati che non erano registrati.

Negli stessi anni sono da citare i bombardamenti alleati in Italia, la maggior parte dei quali su obiettivi civili allo scopo di demoralizzare la popolazione e provocare rivolte. Solo a Milano si contarono alla fine tra i 1.200 e i 2.000 morti e, con le macerie si costruì la Montagnetta di San Siro. le vittime totali in tutta Italia sono stimate tra le 200.000 e le 360.000.

A tutta questa serie di bombardamenti su obiettivi strettamente civili, si aggiungono i più famosi bombardamenti atomici di Hiroshima e, solo tre giorni dopo, Nagasaki che causarono 90.000 morti nel momento del bombardamento e circa 200.000 successivaente per le radiazioni assorbite.
Riguardo Nagasaki, molti storici hanno avanzato l’ipotesi che, essendo la seconda atomica di tipo diverso (al plutonio), l’interesse era di “testarla” anch’essa su di un bersaglio reale (la primissima arma nucleare, detonata ad Alamogordo, era in effetti al plutonio) prima che i giapponesi si arrendessero.
Quel che è certo, è che a quel punto non esisteva più nessun motivo di natura militare per avere tale premura.
Un’altra motivazione si rifà invece all’odio statunitense verso ‘i musi gialli’, odio confermato dalle condizioni degli immigrati giapponesi internati durante la guerra nei campi di prigionia.

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