Ricordare…

141 – La strategia comunista

La divisione del mondo in due zone, una sotto l’influenza americana e una sotto l’influenza sovietica, aveva privato il PCI della possibilità di impadronirsi del potere con le armi.Occorreva quindi adattarsi ad una strategia diversa.

Cosa che Togliatti fece puntualmente sotto la costante e attenta guida di Stalin. Si trattava di raggiungere il fine con altri mezzi. Da qui l’apparente accettazione del metodo democratico, la partecipazione alla Costituente e alle successive elezioni.

Occorreva però perseguire parallelamente altri obiettivi. Bisognava controllare l’informazione e la cultura, la scuola e la giustizia. Solo così potevano essere garantite quelle premesse che avrebbero potuto portare il PCI al governo e permesso l’instaurazione di una repubblica sovietica in Italia.

Le fondamenta per quest’opera erano costituite dal mito della Resistenza e dell’apporto del PCI per la riconquista della democrazia. Furono quindi tollerati, e anzi incoraggiati, i trasformismo che portarono molti fascisti non solo nelle file del PCI, ma anche in quelle degli altri partiti e nei vari posti chiave dell’informazione e della cultura. Costoro erano infatti ricattabili e, per loro stessa difesa, condannati a mantenere in vita e perpetuare il mito della Resistenza avvalorando sempre più la figura democratica del PCI.

La corruzione dilagante era un’ulteriore arma nelle mani del PCI in quanto, non solo gli permetteva di incrementare le entrate che gli provenivano dall’Unione Sovietica, ma gli consentivano in una certa misura di pilotare le azioni dei vari ministri. Quello che veniva chiesto non sembrava molto. Di norma si chiedeva un atteggiamento non troppo anticomunista, di non indagare sulle macchie della Resistenza e dell’Unione Sovietica e, soprattutto, di favorire l’assunzione nei settori che il PCI riteneva strategici di personale a lui fedele.

Il primo passo fu compiuto nei confronti della scuola (l’informazione era già praticamente allineata).Nel 1955 si ha la riforma dei programmi della scuola elementare; nel 1962 si istituisce al scuola media unica; nel 1977 l’abolizione degli esami di riparazione e dei voti (sostituiti con giudizi); 1979 nuovi programmi per la scuola media.

Gli scopi di questa riforma sono vari:

  • eliminare il merito,
  • permettere al maggior numero di studenti di uscire dalla scuola con un pezzo di carta,
  • eliminare dall’insegnamento qualsiasi accenno ad avvenimenti che possano offuscare l’aureola del marxismo,
  • creare un forte malcontento nei futuri diplomati e laureati che non avranno la possibilità di trovare un lavoro adeguato ai titoli conseguiti,
  • inculcare attraverso la scuola che il cittadino ha dei diritti, ma non deve avere dei doveri.

I risultati ottenuti in questo settore sono, dal punto di vista del PCI, eccellenti. Il numero di insegnanti di sinistra è aumentato in maniera esponenziale, i programmi sono tutti allineati sul mito resistenziale e la scuola sforna ogni anno una moltitudine di ignoranti, terreno fertilissimo per la propaganda marxista.

Parallelamente inizia l’infiltrazione di magistrati nell’apparato della giustizia. Un po’ alla volta costoro si faranno largo sino ad arrivare nel 1992 all’operazione ‘Mani pulite’ che avrebbe dovuto aprire le porte del potere al PCI di Achille Occhetto. L’operazione era stata ovviamente preceduta dalla politicizzazione del CSM, l’organo di autocontrollo della Magistratura, che ancora oggi è a maggioranza marxista. Altro punto fondamentale era stato l’impedire la separazione tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, cosa che consentiva e consente di ai PM di avere un peso notevolissimo anche nell’andamento dei processi.

Per attuare questa strategia occorrevano alcuni presupposti:

  • la volente o nolente complicità delle forze governative
  • la continua mobilitazione delle masse contro fantasmi ‘fascisti’, tentativi di ‘golpe’ fascisti e simili, in modo da tener alta la tensione e perpetuare una specie di ‘Resistenza’ eterna.

Il primo punto lo si raggiungeva promettendo il silenzio sulla corruzione dilagante e l’immunità per coloro che si fossero comportati in maniera ‘accettabile’.

Per il secondo punto c’era solo l’imbarazzo della scelta. La stampa e la televisione sarebbero sempre state pronte ad amplificare qualsiasi allarme lanciato dalla sinistra, senza andare a vedere se ci fosse una qualche base di verità o no.

Un altro pilastro fu la creazione e lo sfruttamento dei vari gruppuscoli di sinistra, più o meno violenti, che hanno imperversato per tutti questi anni in Italia. Avevano essenzialmente due fini: mostrare che a sinistra del PCI esisteva una realtà più violenta, e quindi dare al PCI una patente di moderazione, e tener viva la tradizione criminale delle bande partigiane comuniste contribuendo così all’educazione del popolo.

Fra un attentato e un golpe c’erano poi le ‘stragi fasciste’ che dovevano rafforzare la fedeltà delle masse verso la sinistra marxista.

Vedremo alcuni di questi episodi.

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