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065 – Giudizio finale sulla Resistenza

Nel capitolo 26 avevo accennato ad un giudizio sulla Resistenza italiama, preannunciando un giudizio definitivo che avrei dato più avanti.

Arrivati al capitolo 65, e visti alcuni dei fatti storici accaduti nel periodo, possiamo tranquillamente esprimere il giudizio complessivo su tali avvenimenti.

Innanzitutto risulta evidente un fatto: la Resistenza fu terrorismo. Ed ebbe scarsissimo peso sull’andamento della guerra.

Non vi furono  formazioni di combattenti, ma formazioni di terroristi.

Come già detto nel capitolo 48 fu un movimento, secondo la legge internazionale, illegale.
Gli unici ‘combattenti per la libertà‘ legalmente inquadrati furono i componenti del regio esercito di Badoglio.

In altre parole, e per essere chiari al massimo, il movimento partigiano, pur con altri fini e motivazioni, fu del tutto simile agli attuali movimenti terroristici palestinesi e di Al-Qaida. forse con una differenza: i membri di queste organizzazioni non ci pensano su due volte a sacrificare la loro vita negli attentati, i partigiani, invece, stavano ben attenti a non mettere a rischio la propria, anche se non sempre ci riuscirono.

Questo spiega il perchè di tanta ammirazione che negli ambienti di sinistra riscuotono i terroristi odierni.
Ed in effettti, ad essere sinceri, non si capisce perchè si dovrebbe considerare eroi i partigiani e terroristi quelli di oggi.

Anche la pretesa di combattere contro i tedeschi ‘occupanti‘ è falsa.
I tedeschi infatti non erano venuti in Italia come occupanti, bensì come alleati. Combattevano insieme agli italiani nei vari fronti. Erano venuti in Africa e in Grecia ad aiutarci. E morivano fianco a fianco dei nosti soldati.
Anche dopo la caduta di Mussolini e la nascita del governo Badoglio, erano pur sempre nostri alleati ed anzi Badoglio stesso lo aveva ribadito nel suo discorso radiofonico garantendo altresì che la guerra sarebbe proseguita.
Fu solo dopo la resa incondizionata dell’Italia, contrabbandata come armistizio, dell’8 settembre 1943, resa sottoscritta con gli americani mentre il nostro ambasciatore a Roma continuava a ribadire l’alleanza e l’assoluta fedeltà dell’Italia alla Germania, che quest’ultima fu improvvisamente catalogata come ‘potenza occupante‘.

La colpa maggiore della Resistenza risale comunque all’immediato dopoguerra.
L’influenza che vi avevano i comunisti, per la loro organizzazione capillare, il loro armamento, la loro ferocia ed il legame a doppio filo con Stalin, riuscì ad imporli, fantocci com’erano del più sanguinario e dispotico regime della Storia, come ‘arbitri unici dell’antifascismo‘, ‘paladini della libertà‘ e ‘difensori della democrazia‘.

E invece di arrivare alla logica riappacificazione nazionale (come era avvenuto in Spagna ad opera di Franco dopo la guerra civile spagnola) riuscirono ad imporre una sorta di guerra civile permanente di cui loro erano l’arbitro unico.

E le conseguenze, come vedremo, perdurano ancor oggi.

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