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051 – La fedeltà di Badoglio

Badoglio fu il responsabile della scarsa preparazione dell’esercito al momento dell’entrata in guerra. Ma la sua colpa più grave fu quella di aver presentato a Mussolini una situazione assolutamente irreale sulle effettive capacità delle forze armate.

Iniziata la guerra in Africa il Governo, per bene tre volte, rifiutò l’intervento delle truppe speciali della Germania. Il risultato fu la sconfitta degli Italiani guidati dal generale Graziani, assolutamente impreparati e privi dei mezzi necessari, e il successivo, tardivo, intervento di Rommel.
Ancora una volta la responsabilità è di Badoglio, che temeva un aumento della già grande popolarità di Graziani, è pesante.

L’ambizione di Badoglio risulta in pieno dalla seguente lettera in cui larvatamente suggerisce al Re e a suo figlio di abdicare, sperando così di poterne prendere il posto.

LETTERA DI BADOGLIO AL RE
Brindisi 24 ottobre 1943

BADOGLIO INVITA IL RE E SUO FIGLIO AD ABDICARE E MIRA
ALLA REGGENZA DEL PICCOLO VITTORIO EMANUELE

Maestà,
nell’ultimo colloquio che ho avuto con Vostra Maestà, ho brevemente accennato alle idee ed ai propositi manifestati dagli elementi più rappresentativi dei gruppi politici che si sono costituiti da tempo in Italia.

Ora ho avuto altre notizie più precise da un funzionario degli Esteri, giunto dalla capitale, e posso quindi svolgere più ampiamente questa per me veramente angosciosa questione.

I gruppi politici sono il Liberale, il Cristiano Sociale, il Partito d’Azione, il Partito Socialista, il Comunista. Questi gruppi si sono riuniti in un fronte unico che ha distaccamenti in tutte le principali città.
Loro intendimento preciso è il seguente:

1) Assumere essi il governo designando, essi stessi, i singoli ministri.

2) Abdicazione di V.M. e rinuncia di S.A.R. il Principe di Piemonte di salire al trono.

3) Elevazione a Re del figlio di S.A.R. il Principe di Piemonte con un reggente.

Circa il modo di raggiungere questi risultati, mi consta che essi, per ora, hanno manifestato l’intenzione di creare senz’altro un Governo ed una Costituente non appena liberata Roma dai tedeschi e prima che Vostra Maestà, col Governo regolare, possa giungervi.

Soggiungo ancora, per non tacere nulla a Vostra Maestà, che è loro intenzione, e me lo ha confermato il conte Sforza, che sia io ad assumere la carica di Reggente. (!!!!! Ndr.)

La questione così formulata è, secondo il mio avviso, di una gravità veramente eccezionale. Il sorgere di questo nuovo Governo verrebbe a gettare lo scompiglio in tutte le forze che si sono schierate contro i tedeschi, dando – per contro – vigore e motivo per un’attiva campagna propagandistica al pseudo governo fascista repubblicano.
Come contenersi se questa circostanza si avvera?

Non mi sembra ammissibile di ricorrere agli anglo – americani, dato poi che essi aderiscano, perché allora Vostra Maestà ed il Suo Governo avrebbero ricorso alle armi straniere per restare al potere. Né ritengo prudente far sincero affidamento sulle nostre forze, dato che troppi fermenti esistono in esse, sì che la loro compagine è quanto mai precaria.
Confesso, Maestà, che, per quanto io mi affatichi per trovare una via di uscita, non mi è ancor dato di averla trovata.

Rimanderò quel funzionario a Roma con questa missione:

1) Convincere i dirigenti dei partiti a non far nulla sino a che
il Governo di Vostra Maestà non sia a Roma.

2) Non appena a Roma, io, in esecuzione della dichiarazione fatta
nel proclama di guerra alla Germania, li avrei chiamati per sentire
precisamente le loro idee circa la formazione del governo.

3) Che qualora essi fossero decisi a non collaborare con me come
Capo del Governo, io avrei presentato le dimissioni a Vostra Maestà.

4) Che Vostra Maestà, dopo, avrebbe preso quelle decisioni che reputava migliori.

Se si riuscisse ad ottenere ciò si eviterebbero scosse violente e, ad ogni modo, si avrebbe una maggiore parvenza di legalità.

Ma questa non é che una mia proposta, che non so quale seguito possa avere. Ad ogni modo in settimana vedrò ancora il conte Sforza ed insisterò presso di lui perché induca i capi partito ad attenersi a quanto proposto.

Vostra Maestà, nella Sua alta saggezza, prenderà le Sue decisioni, e mi darà, per conseguenza, le Sue direttive.

lo, che come Vostra Maestà ben sa e da molto tempo, sono devotamente affezionato sia a Vostra Maestà sia all’Istituto Monarchico, ho solo il preciso obbligo morale d’informarLa che il conte Sforza, che pur ritiene necessaria l’esistenza della Monarchia per l’unità della Patria, mi ha recisamente dichiarato che il rifiuto di Vostra Maestà potrebbe portare, di conseguenza, la caduta della Monarchia.

lo non ho ancora toccato con il generale Eisenhower questi argomenti. So però, perché me ne ha francamente parlato, che il colonnello Rosbery, capo dell’Intelligence Service Politico ne é perfettamente al corrente.

Ed io attendo gli ordini di Vostra Maestà per sapere se debbo o meno intervenire presso il generale Eisenhower ed in quali termini.

Quanto sopra io ho scritto con un dolore gravissimo,
ma convinto di compiere interamente il mio dovere.

Di Vostra Maestà devotissimo
PIETRO BADOGLIO

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