Ricordare…

196 – Conclusioni

Confesso che non mi ero mai posto grandi problemi sulla autenticità o meno di quanto ci è stato insegnato abbondantemente, vale a dire sulla versione ufficiale (quella del primo paragrafo per intenderci) di come si è svolto e cosa è stato l’Olocausto.Non sono nemmeno uno storico che possa in qualche modo entrare concretamente nell’argomento. Non ho né i mezzi, né i documenti necessari per appoggiare l’una o l’altra tesi.

Ciò nonostante qualche domanda me la sono posta. Ecco le principali:

  • Come è possibile che praticamente tutti gli storici diano la stessa versione dell’Olocausto, se tale versione non è vera?
    Il fatto è che da che mondo è mondo la maggior parte degli studiosi è schierata con il più forte. Un esempio, tra i tanti, ce lo dà nel medioevo la falsa pretesa del Papa, avvallata dai suoi stessi oppositori, di aver ricevuto il potere temporale sull’impero d’Occidente dallo stesso Costantino nel quarto secolo. Già ai suoi tempi era noto che Costantino aveva lasciato tale potere ai suoi eredi, ma Costantino era morto, mentre il papa era nel pieno delle sue forze.
  • Perché in molti Paesi, anche democratici, esistono leggi che proibiscono il revisionismo storico su tali avvenimenti?
    Questa è forse la domanda più intrigante: non riesco infatti a capire perché le tesi negazioniste non vengano ribattute, da altri storici, documenti alla mano con precise ed esaurienti contro-prove. Il semplice espediente di proibirle in fin dei conti non fa altro che dargli una credibilità che forse potrebbero non avere.
  • Perché un avvenimento mostruoso, di così grandi proporzioni, non ha lasciato alcuna traccia?
    Gli elementi che oggi sono indicati come prove, in realtà, emersero nei tribunali solo a guerra finita e si riducono, quasi unicamente, a testimonianze orali e “confessioni”. Senza i processi, non si avrebbe quindi nessuna prova dello “sterminio”. Questo punto va valutato con attenzione. Sono stati necessari i giudici per determinare che la battaglia di Waterloo è stata realmente combattuta? I bombardamenti di Amburgo e Dresda? Hiroshima e Nagasaki? I massacri in Cambogia? Invece, questo programma di genocidio di portata continentale, protrattosi per ben tre anni, che avrebbe provocato milioni di vittime, deve essere dimostrato in un aula di tribunale.Le prove fotografiche e i vari filmati non dicono nulla di diverso di quanto accaduto in altre parti. Penso ai campi di concentramento Alleati dove, nel 1947, i prigionieri erano altrettanto denutriti e malridotti.Stesso discorso per le fosse comuni. Non hanno niente di diverso di quelle esistenti un po’ ovunque in Europa ed opera principalmente dei sovietici, dei Titini e dei partigiani.
  • Perché non è mai stata trovata una vittima morta effettivamente per gas asfissianti? O almeno le tonnellate e tonnellate di ceneri che sarebbero risultate dalla cremazione dei cadaveri? E dove sarebbero finiti i forni necessari alla bisogna, visto che quelli ritrovato non bastavano?
    Anche questa è una domanda inquietante. Possibile che siano spariti tutti i cadaveri uccisi nelle camere a gas? E dove sono finiti?
  • E perchè le pareti delle camere a gas non mostrano la più piccola traccia di gas?
    Altra domanda senza risposta. Eppure, se fossero state usate qualche traccia dovrebbe pur esserci.
  • E degli ebrei che a fine guerra non rispondevano più all’appello, cosa ne è stato?
    Quanti di loro sono morti, quanti deportati in Unione Sovietica, quanti sono espatriati clandestinamente nei vari Paesi d’Europa e quanti infine erano riusciti a raggiungere la Palestina?

Tutte domande cui ovviamente non so dare una risposta certa, ma che penso sarebbe il caso venissero seriamente dibattute, una volta per sempre, dagli storici.

Resta ovviamente il fatto, l’unico certo, che il Nazismo si basava su di un principio razzista, sulla supremazia della razza ariana. E questo ovviamente è già da solo motivo di condanna. Ma proprio per questa ragione, visto che comunque la dottrina nazista è condannabile e condannata, dovrebbe essere possibile far luce, dialetticamente e con un libero confronto di tesi e di prove anche sul resto.

Ma forse è chiedere troppo.

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