Ricordare…

059 – Delitto Matteotti e bande fasciste

Come riportato a pagina 53, nel post del forum citato vi è anche l’accusa contro Mussolini di aver assassinato (o fatto assassinare) Matteotti. Ad essa segue l’accusa di aver massacrato i bambini in Yougoslavia.
Esaminiamole.

Delitto Matteotti
Alle ore 16.00 del 10 giugno Matteotti uscì di casa a piedi per dirigersi verso Montecitorio prendendo per il lungotevere Arnaldo da Brescia. Sotto i platani era ferma un’auto con a bordo alcuni membri della polizia politica: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo, i quali, appena videro passare il parlamentare socialista, scesero dall’auto, gli balzarono addosso e lo caricarono velocemente a bordo. …
Il corpo di Matteotti fu ritrovato dal cane di un guardiacaccia il 16 agosto.
Dal 16 marzo al 24 marzo 1926 si tenne a Chieti il processo contro i suoi assassini che si concluse con 3 assoluzioni (per Panzeri, che non partecipò attivamente al rapimento, Malacria e Viola) e tre condanne a cinque anni, undici mesi e venti giorni di carcere per Dumini, Volpi e Poveromo.

Una buona parte degli storici è concorde nell’affermare che non fu Mussolini a dare l’ordine diretto di rapire o peggio uccidere Matteotti.
La versione tradizionalmente accettata, per cui Matteotti sarebbe stato ucciso a causa del discorso di denuncia tenuto alla Camera, è stata recentemente messa in discussione dalle ricerche di Mauro Canali e di altri, che fanno risalire direttamente a Mussolini l’ordine di assassinare il deputato socialista. Secondo queste ricostruzioni il capo del fascismo intendeva impedire che Matteotti denunciasse alla Camera un grave caso di corruzione che avrebbe riguardato lo stesso Mussolini (oltre a diversi gerarchi fascisti ed esponenti dei Savoia), il quale, pochi mesi prima, avrebbe concesso alla società petrolifera americana Sinclair Oil (al tempo una controllata della Standard Oil), in cambio di tangenti, l’esclusiva per la ricerca e lo sfruttamento di tutti i giacimenti petroliferi presenti nel sottosuolo italiano e in quello delle colonie.
Secondo altre ricostruzioni, fermo restando il movente della denuncia delle tangenti Sinclair Oil (azienda della quale anche Matteotti era – tramite la massoneria – un azionista), i mandanti dovrebbero essere cercati negli ambienti massonici filo-monarchici, direttamente minacciati molto più che Mussolini da uno scandalo di questo genere. Anche il figlio del deputato, Matteo, avrebbe avallato simili accuse al sovrano Vittorio Emanuele III.
Nel discorso alla Camera del 13 giugno Mussolini aveva gridato:

«Solo un nemico che da lunghe notti avesse pensato a qualcosa di diabolico contro di me, poteva effettuare questo delitto che ci percuote di orrore e ci strappa grida di indignazione.»

Ai là del mandante diretto, una delle interpretazioni più accreditate in ambito storiografico è che fra le motivazioni del rapimento o comunque fra gli strascichi del delitto (che presumibilmente non era intenzionale) vi sia stato il tentativo (riuscito) degli estremisti fascisti di colpire direttamente Mussolini e la sua politica di apertura a sinistra e di legalità parlamentare, impedendogli un riavvicinamento con i sindacalisti di sinistra (Mussolini aveva appena chiesto ad Alceste De Ambris di assumere incarichi di governo, ottenendone rifiuto) e perfino coi socialisti.

Sul delitto Matteotti furono intentati tre procedimenti giudiziari. I primi due nel 1924 (rispettivamente da magistratura ordinaria e Senato) e il secondo nel 1947. In nessuno dei tre processi venne mai ravvisata alcuna responsabilità diretta di Mussolini.

(da Wikipedia)

Bambini usati come tiro al piattello in Yougoslavia (sempre secondo il post citato)
E’ una accusa che si può soltanto definire farneticante. La verità è esattamente il contrario (come quasi sempre accade per le ‘verità’ comuniste).
Come già scritto nel capitolo 54, vi furono circa (il numero è a tutt’oggi impreciso)  un milione di vittime (su una popolazione di poco meno di due milioni e mezzo) di serbi. Furono il ‘frutto‘ dell’opera delle milizie ustascia di Pavelic.
Attribuire queste stragi aglli Italiani, che invece aiutarono attivamente i fuggitivi, non solo è falso, ma anche ‘pericoloso‘. Applicando la stessa regola si può dire infatti che i Russi furono ‘colpevoli‘ delle stragi dei nazisti, con cui erano alleati nel primo anno di guerra, e che gli Americani e gli inglesi furono ‘colpevoli‘ dei massacri russi, loro alleati nei quattro anni finali di guerra.

Discorso diverso per Cofferati e la classe dirigente del PDS nel caso dell’assassinio del prof. Biagi.
Nel caso Biagi, vi fu effettivamente da parte di Cofferati, e in genere della sinistra tutta, una campagna d’odio e di disinformazione che ebbe non poca rilevanza nell’omicidio seguente.

Come era del resto avvenuto anni prima con l’omicidio del commissario Calabresi.

Bande fasciste

Restano la macchia delle bande fsciste, in principal modo la banda Carità che si suddivideva i diverse branchie e fra i  suoi membri, oltre a Carità vantava anche Koch. Strano non vengano citate nel post riportato.

Queste bande criminali rappresentarono, e rappresentano una autentica vergogna per l’Italia tutta (e non solo per il Fascismo). Se però le inquadriamo nel loro contesto storico possiamo trarne alcune osservazioni:

  1. non sarebbero mai esistite se non vi fosse stata la Resistenza con i suoi attacchi terroristici e le sue stragi;
  2. furono combattute dal fascismo (e in particolare da Mussolini) come testimoniato da molti rapporti inviati dalle autorità tedesche presenti in Italia ai comandi tedeschi in Germania. Cosa che invece non si può dire per le bande criminali della Resistenza che vengono ancor oggi difese in maniera compatta da tutta la sinistra;
  3. la loro barbarie e ferocia è l’esatto controaltare della barbarie e ferocia delle bande della Resistenza. Ce, come già detto ampiamente, operava nell’illegalità.

Entrambi  fenomeni sono da condannare con eguale fermezza.

Condannarne soltanto uno, come sinora si è fatto, significa costruire un Paese che dà ampio spazio e copertura ad analoghe bande criminali di ispirazione marxista e resistenziale.

Come la Storia del dopoguerra insegna.

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