Ricordare…

174 – Mani pulite

Arriviamo così all’inizio degli anni ’90.

Il PCI era stato sciolto e sulle sue ceneri era stato costituito il PDS, segretario del primo e del secondo Achille Occhetto.Non vi era stato in effetti alcun cambiamento radicale, se si esclude il nome e il fatto che il simbolo della falce e martello era stato rimpicciolito e appoggiato ad una quercia.Nessuna condanna dei crimini del PCI, solo un esteriore distacco da Stalin e dalla Cina maoista. Il partito restava fermamente marxista e, col nuovo nome sperava di poter conquistare il potere.

Bisognava però eliminare l’ostacolo principale, vale a dire azzerare la DC e il PSI di Craxi.

In altri tempi si sarebbe ricorsi alle armi, ma ciò avrebbe significato una rivoluzione il cui esito avrebbe potuto essere catastrofico per Occhetto. Per sua fortuna vi era un’altra alternativa, più semplice e in grado di avere l’appoggio emotivo della maggior parte degli italiani: l’alternativa giudiziaria.

A quell’ epoca infatti le ‘Toghe Rosse’ erano ormai una realtà ben radicata e, con l’aiuto degli organi di informazione, sarebbe stata in grado di risolvere il problema.

Il 17 febbraio 1992 fu dato il via a Milano all’operazione. I reati che venivano contestati erano noti da anni a tutti, ma non avevano mai avuto (chissà perché) alcun riscontro giudiziario. Questa volta a Milano fu deciso di andar giù duro. I sistemi usati furono spesso al limite, se non completamente al di là, di ogni regola giudiziaria, ma si trattava di eliminare i concorrenti e quindi il fine giustificava i mezzi. Furono abusate la carcerazioni preventive con lo scopo di ottenere confessioni; la stessa legge fu interpretata in maniera di estrema rigorosità e con interpretazioni quanto meno curiose. Ma quel che più fa specie è la differenza di comportamento nei confronti di DC e PSI da una parte e del PCI-PDS dall’altra. L’unico condannato legato al PCI fu Greganti che aveva ricevuto per conto del partito una tangente di un miliardo di lire. Nessuno però si prese la briga di allargare le indagini, come avveniva regolarmente negli altri casi, per scoprire a chi questi soldi erano destinati. Il vertice del PCI-PDS ne uscì senza alcun danno nonostante fosse ben risaputo, da anni, che le tangenti venivano pagate a tutti i partiti del cosiddetto ‘arco costituzionale’ in quote ben precise e note a qualsiasi commercialista in Italia.

Come da copione l’inchiesta ebbe un enorme risalto mediatico con due scopi: screditare i partiti avversari e creare un movimento di appoggio popolare nei confronti dei giudici. Cosa che naturalmente fu raggiunta.Inizia con ‘Mani Pulite’ l’invio sistematico degli avvisi di garanzia prima ai giornali e alle televisioni e, solo dopo che sono stati pubblicati, ai rispettivi destinatari.Si può tranquillamente dire che a partire da questo periodo l’Italia cessa definitivamente di essere uno Stato di diritto.

Delle 3.200 persone di cui il pool di mani pulite chiese il rinvio a giudizio (e che furono completamente rovinate dai processi mediatici) solo il 55,29% fu poi realmente trovato colpevole e condannato.

Alla fine della manovra sul campo resta solo il PDS con i piccoli partiti suoi alleati e il MSI. Spariscono completamente la DC, il PSI, il PRI, il PLI e il PSDI. La strada per il potere è libera.

Occhetto felice, in vista delle elezioni politiche del 1994, annuncia di aver messo in piedi “una gioiosa macchina da guerra” che gli consentirà di prendere il potere democraticamente.

Nel prossimo capitolo vedremo uno dei principali accusatori, Antonio Di Pietro.

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