Ricordare…

177 – La calunnia è un venticello…

«Nel 1980 la Criminalpol di Milano, nell’ambito di un’indagine di droga, intercetta una telefonata tra Mangano e Dell’Utri. In questa telefonata, divenuta celebre, Mangano parla di un “cavallo” e propone a Dell’Utri di entrare nell’affare. Il defunto giudice Borsellino aveva affermato in un’intervista:

“Sì, tra l’altro questa tesi dei cavalli – che vogliono dire droga – è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga. “

(Wikipedia)»

La tesi che nell’ultima intervista di Borsellino e dell’intercettazione della telefonata tra Mangano e Dell’Utri è un falso clamoroso.

La famosa telefonata è stata pubblicata dall’Espresso e mandata in onda RAI News 24. é stata poi infinite volte ripresa dalla sinistra e pubblicata sul WEB, sia sotto forma testuale che come registrazione audio (e ovviamente inserita in Wikipedia come fosse una verità rivelata).

É tuttavia un falso, ottenuto cancellando e aggiungendo parti della registrazione.

E questo lo si evince in maniera estremamente esplicita da una sentenza della Corte di Appello di Milano che afferma che in quella telefonata Mangano non parlava affatto con Dell’Utri, ma con un mafioso della famiglia Inzerillo. Non solo, ma afferma anche che quando Dell’Utri parlava di cavalli, parlava per l’appunto di cavalli, con quattro zampe, per intenderci. Conclude che i documenti ‘storici’ sono in realtà documenti manipolati e falsi. (Sentenza).

É interessante vedere anche le differenze tra l’intervista pubblicata sull’Espresso e quella successivamente trasmessa da Rai News e circolata sul Web: Raffronto interviste.
A buon intenditore…poche parole.

Non solo, ma l’ultima intervista di Borsellino non fu quella citata, ma una successiva che rilasciò alle reti Mediaset.

La cosa di per se non è nuova. Gli autori sono sempre gli stessi: l’Espresso, Repubblica e i vari giornalisti legati al carrozzone. I registi si trovano tutti, come sempre, nella stessa parte politica.
La strategia, d’altronde, è ben collaudata e pianificata negli scritti di Marx e Lenin: calunniare, calunniare, calunniare. Sempre e comunque nella certezza che comunque qualcosa resterà.

Ed è quello che da oltre sessant’anni si sta regolarmente facendo.

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