Ricordare…

145 – Il 1980

Oltre agli altri grandi problemi, tre tragedie percorrono l’Italia nel 1980, la misteriosa strage del DC 9 esplode su Ustica il 27-giugno (con 81 morti), quella di Bologna il 2-agosto (con 85 morti) e un devastante terremoto nel Sud, il 23 Novembre.

Il terremoto della Campania e Basilicata provoca più di 3.000 morti, 10.000 feriti e 300.000 senza tetto. Le sovvenzioni per la ricostruzione (50.000 miliardi) causeranno in seguito altri terremoti politici per gli scandali per la ricostruzione. Una “forte” “clientela politica locale” gestisce con disinvoltura il fiume di denaro pubblico che si perde in tanti rivoli di società fantasma e costruzioni inutili, in cui non è assente la camorra; é questa in effetti a gestire quasi tutti i lavori e a mettere le mani sugli ingenti finanziamenti. Gli scandali si scopriranno molto tempo dopo, quando tutto é ormai sperperato.

Alla tragedia accorre mezzo mondo. Accorre Pertini il Presidente della Repubblica, con un “non vi abbandoneremo”, ma dopo tanti giorni e malgrado lo sforzo colossale del Paese, riemergono tutti i mali dello Stato. La disorganizzazione, gli sperperi, lo sciacallaggio, gli appalti d’oro. Pertini tuona dalla Tv in diretta contro la classe politica, provocando critiche pungenti ma anche gravi ripercussioni politiche. Il ministro degli interni Rognoni si dimette, Forlani no, resta al suo posto impassibile.

Non contava nulla; ma là lo avevano messo e là doveva restare.

A fine anno scoppia la gigantesca frode dei petroli, 2.000 miliardi sono finiti nelle tasche di alcuni funzionari, politici, industriali, falsificando le bollette d’importazione. La denuncia era stata fatta inutilmente da un onesto funzionario sette mesi prima in piena crisi petrolifera, al suo generale (che risultò poi essere l’artefice della truffa) e al presidente della sezione finanze e tesoro (DC) che dopo la denuncia di altre due onesti funzionari, scoppiato lo scandalo, si giustifica di aver tenuto il dossier nel cassetto, affermando che credeva fosse un documento segreto.

Eccome segreto! Bisaglia è chiamato in causa per i fondi a Pecorelli (che guarda caso stava rivelando su OP la grande truffa del petrolio:

“13 milioni di barili di benzina spariti, mentre gli italiani vanno a piedi e le industrie sono in piena crisi energetica” così scrisse Pecorelli).

Implacabile ancora una volta, Pisanò (MSI), per lo scandalo petroli, tira in ballo pure Aldo Moro. La DC reagisce sul Il Popolo del 28 ottobre con sdegno, che è un torbido tentativo dissacratore nei confronti di chi ha scritto le pagine più limpide della storia d’Italia.

E’ scandalo, indignazione, disgusto.

Che dura un mattino. Tra gli accusati e incriminati figura proprio Sereno Freato il fedelissimo segretario privato e collaboratore di Aldo Moro. Musselli il petroliere non smentisce i legami finanziari con Freato (a cui vennero tra l’altro sequestrati 5 castelli , due di più di quelli di “Eulalia Torricelli da Forlì”) . Salta fuori anche un conto in svizzera dello statista DC. Il 20 aprile del ’83 Musselli e Freato saranno arrestati entrambi e rinviati a giudizio.

Per lo scandalo scoppiato in marzo, dell’ Italcasse, anche qui, per 38 dirigenti di banche (nomi famosi), viene spiccato mandato di cattura con l’accusa di peculato; per essersi spartiti 1.000 miliardi. La somma che ha recuperato Reviglio con la ricevuta fiscale su 56 milioni di italiani é finita nelle tasche di 38 individui, di cui 11 sono fuggiti all’estero.

Con 26 mila milioni a testa avranno brindato a una “buona annata” nelle isole tropicali!!!

Si chiude così per l’Italia un anno disgraziato, e per gli italiani un anno molto amaro….

Anche se molti non sanno esattamente cosa è accaduto. Personaggi anonimi hanno permesso di far dormire tranquilli gli italiani.

La contaminazione della corruzione non ha risparmiato neppure il grande giocattolo: Il calcio.

Scoppia il più grave scandalo dello sport italiano. Quello delle scommesse clandestine con le partite truccate. Sono coinvolte grandi squadre come Milan, Lazio, Bologna, Perugia, Avellino, tutte retrocesse in classifica. Sono trascinati nel fango i beniamini delle folle, come Albertosi, radiato; altri giocatori squalificati per 6 anni, e Paolo Rossi, il “golden boy”, l’idolo d’Italia, a casa per tre anni.

Era la fine di dicembre, era Natale. Fu l’ultimo regalo dell’anno agli italiani.
(da Anno 1980)

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