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137 – La condanna dell’Unione Europea

Con 99 sì e 42 no, l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione di condanna dei crimini del comunismo.

La votazione è avvenuta al termine di un acceso dibattito (25 gennaio 2006). In una successiva votazione l’assemblea ha bocciato una proposta di raccomandazione al comitato dei ministri per l’organizzazione, tra l’altro, di una conferenza internazionale sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari.

La risoluzione di condanna aveva bisogno della maggioranza semplice, la raccomandazione ai ministri di una maggioranza pari ai due terzi: sulla raccomandazione ci sono stati 85 si e 50 no. L’assemblea ha approvato e fatto propria la risoluzione presentata dallo svedese Lindblad (Ppe) a nome della Commissione politica dopo aver bocciato una richiesta di rinvio del voto sulla condanna avanzata dal Pse.

La risoluzione è intitolata ‘Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi comunisti totalitari’ e parte dalla constatazione che la grande opinione pubblica è molto poco a conoscenza di tali crimini relativi al secolo scorso e che finora, al contrario di quanto è avvenuto per i crimini del nazismo, nessuna istituzione internazionale ha preso chiaramente una posizione di condanna nei confronti delle atrocità dei regimi comunisti.

A 15 anni dalla caduta del muro di Berlino – dice la risoluzione di condanna – si offre l’occasione per colmare questa lacuna, alla luce del fatto che ancora oggi una certa nostalgia del comunismo sembra essere presente in alcuni Paesi, per cui c’è il rischio che in alcuni di questi Paesi i comunisti riprendano il potere.

La risoluzione fatta propria dalla assemblea invita quindi i partiti comunisti o post-comunisti degli stati membri del Consiglio d’Europa, che non l’hanno ancora fatto a riesaminare la storia del comunismo e il loro proprio passato, a prendere chiaramente le distanze dai crimini commessi dai regimi comunisti totalitari ed a condannarli senza ambiguità.
(Nécessité d’une condamnation internationale des crimes des régimes communistes)
(Condamnation des crimes des régimes communistes totalitaires)

Se ne possono trarre due conclusioni.

La prima è il considerevole ritardo con cui ha visto la luce la risoluzione di condanna, peraltro molto blanda e ben poco reclamizzata.

La seconda è che sono stati ben 50 i voti contrari. La cosa, anche se purtroppo non meraviglia, lascia comunque molto rattristati. Non è azzardato dire che questi 50 hanno sparato metaforicamente ancora una volta sui cadaveri dei 150 milioni di assassinati.Detto in altri termini sono complici dei massacratori.

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