Ricordare…

Le leggi razziali

In cui si parla delle leggi razziali promulgate dal Fascismo.

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057 – Le leggi razziali

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luglio 7, 2008 - Posted by | Comunismo, Fascismo, Italia, Random, resistenza, Storia, Varie | , , ,

5 commenti »

  1. Devo quindi dedurre, alla base di quello che ho letto, che film tipo “La vita è bella” di Benigni, siano dei falsi storici. Oppure la storia di Benigni rientra in quel 20% di ebrei deportati? Se la risposta alla mia domanda è sì, si tratta comunque di una distorsione della verità storica, perchè dal film si trae la conclusione (perlomeno io e chi lo ha visto con me)che gli ebrei furono perseguiti e mandati tutti a morire nei campi di sterminio. Ricordo anche un film, di cui mi sfugge il nome, con Sergio Castellitto e Diego Abatantuono che dava la stessa impressione.
    Ringrazio anticipatamente chi può togliermi questo dubbio.

    Commento di mirco | agosto 16, 2008 | Rispondi

  2. Non è certo un film (che non ho visto) che può cambiare la storia.
    Detto questo,cerchiamo di vedere la questione più seriamente.

    Le leggi razziali emanate nel ’38 furono certamente condannabili (una vera schifezza se preferisci).
    Nulla da dire in merito, se non che coloro che in quel periodo furono maggiormente favorevoli a tali leggi, li ritroviamo pari, pari, in ottima posizione, dopo la fine della guerra, nel PCI e nella DC, oltre che nei vari media (vedi il capitolo ‘I camaleonti’). Non credo che costoro siano i più indicati per fare qualche critica.

    Se invece parliamo di campi di sterminio, allora il discorso è diverso. In tutta Europa l’Italia fu, in questo senso, una specie di oasi felice.
    Secondo l’organizzazione Wiesenthal (quello per intenderci che ha dedicato la sua vita a ricercare i criminali nazisti), l’Italia fu l’unico Paese, insieme al Giappone, che si rifiutò apertamente e con decisione a mandare gli ebrei nei campi di sterminio nazisti. The Simon Wiesenthal Center dice molto chiaramente che Mussolini si rifiutò sempre con fermezza di consegnare gli ebrei a Hitler (e nemmeno uno fu deportato).

    I rastrellamenti cominciarono in Italia solo dopo la caduta di Mussolini, sotto il governo Badoglio (che tra l’altro lasciò in vigore le leggi razziali).
    Con la costituzione dell R.S.I. (e la massiccia occupazione tedesca) Mussolini e in generale tutta la gerarchia fascista fecero quello che poterono per evitare di consegnare gli ebrei ai nazisti.

    Il risultato è chiaro guardando le cifre.

    In tutta Europa, l’Italia è negli ultimi posti per quel che riguarda il numero di ebrei mandati nei campi di sterminio (italia: 17,3% (7.680 persone), Francia: 22,1%, Belgio: 44%, Olanda: 71,4%, eccetera). (Dati del ‘The Simon Wiesenthal Center).

    Poi c’è tutto un altro discorso: la storia revisionista.
    Secondo alcuni storici tutto ciò che è stato detto a proposito dell’Olocausto non è, in tutto o in parte, vero.
    Citando documenti vari smontano la storiografia ufficiale.

    Se scarichi il pdf (o se hai la pazienza di aspettare che io metta le pagine mancanti in questo blog, avrai modo di leggere anche le loro tesi nel capitolo intitolato ‘Olocausto’.

    Che abbiano o meno ragione, il giudizio sul nazismo non può cambiare, come non può cambiare il giudizio sulle leggi razziali: assolutamente negativo. Il nazismo in primo luogo, seguito a ruota dal fascismo dopo le leggi razziali (peraltro scarsamente sentite e, anzi, spesso criticate dagli stessi fascisti di allora) si basava sulla discriminazione razziale. E questo è sufficiente per una condanna.

    Da qui, però, a farne l’unico mostro del secolo scorso ce ne corre molto. Ben peggiori si sono rivelati sia gli Alleati occidentali (USA, Inghilterra e Francia) sia l’Unione Sovietica (non dimentichiamo che, oltre ai vari genocidi che si è divertita a compiere, i primi due milioni di ebrei è stata proprio l’Unione Sovietica a consegnarli a Hitler ben sapendo cosa ne sarebbe stato).

    La decisione poi, da parte di molte Nazioni, di proibire lo studio sull’Olocausto, cristallizzando così la storia ufficiale, invece di dare più forza alla versione corrente, dà, a mio parere, una credibilità enorme alle tesi revisioniste.

    Infatti io sono fermamente convinto che una tesi falsa vada corretta portando documenti tali da dimostrarne la falsità. Proibirla invece semplicemente con una legge serve solo a far credere che non vi sia la possibilità concreta di controbatterne le tesi.
    E questo induce a pensare che tali tesi possano davvero avere qualche fondamento.

    Commento di mcz06 | agosto 16, 2008 | Rispondi

  3. Ringrazio mcz06 della risposta esaudiente. Farò, se il tempo me lo permetterà, parecchie domande perchè stò cercando di capire meglio alcuni temi riguardanti il fascismo anche, e soprattutto, per poter controbattere ad alcune persone (principalmente comunisti) con i quali senza dati certi è impossibile qualsiasi discussione.

    Commento di mirco | agosto 16, 2008 | Rispondi

  4. In questo blog è scritto che il fascismo fece di tutto per salvare gli ebrei . Infatti fece pubblicare ” La difesa della
    Razza” e fece arrestare la metà degli ebrei italiani deportati nei lager . Circa 2000 persone furono arrestate dalla MIlizia.
    Incluso Primo Levi . STOP alle Fasità!!

    Commento di stefano vezzali | aprile 28, 2009 | Rispondi

    • Caro Stefano,
      mi dispiace minare le tue certezze, ma la realtà è diversa da quella che ti hanno inculcato.
      In questo nostro disgraziato dopoguerra si è fatto di tutto per accreditare l’equazione fascismo=nazismo.
      Il motivo era che tale equazione faceva comodo a tutti. La realtà però è un po’ diversa.
      Dalla nascita alla fine del Fascismo non vi fu in Italia un ‘problema’ ebraico. Anzi.
      Gli ebrei ebbero un peso determinante nella nascita e nello sviluppo del fascismo
      Le deportazioni di ebrei verso la Germania ebbero inizio solo dopo il 1943 in seguito alla caduta di Mussolini e all’avvento del governo Badoglio (è un dato storico indiscutibile) e solo con la costituzione del governo della repubblica Sociale Italiana si ha un ripristino, parziale, dello scudo protettivo.

      A proposito della persecuzione ebraica e dello stato degli ebrei in Italia ti ricordo quanto segue.

      Roosvelt: inviò la sua flotta per canoneggiare un piroscafo carico di ebrei fuggiti nel 1939 da Amburgo.
      Churchill ordinò di silurare a Salinas un battello carico di ebrei qualora non avesse invertito la rotta.
      Stalin, secondo lo storico russo Arkaly Vaksberg: “… dopo accurate ricerche in archivi riservati, che il numero degli ebrei eliminati da Stalin è stato presumibilmente 5 milioni”.
      Per quel che riguarda Mussolini, ti cito Giorgio Pisanò (“Noi fascisti e gli ebrei”) che dice: “…Si giunse così al 1939, vale a dire allo scoppio della guerra e fu allora che, all’insaputa di tutti, Mussolini diede inizio a quella grandiosa manovra, tuttora sconosciuta o faziosamente negata anche da molti di coloro che invece ne sono perfettamente a conoscenza, tendente a salvare la vita di quegli ebrei che lo sviluppo degli avvenimenti bellici aveva portato sotto il controllo delle forze armate tedesche. …”

      Testimonianza di parte?

      Ecco cosa dice Renzo De Felice riguardo le leggi razziali (Storia degli ebrei sotto il fascismo): “Una volta che Mussolini fu gettato nelle braccia della Germania di Hitler, era impensabile che anche l’Italia non avesse le sue leggi razziali.” (pag 137) e “Se si eccettua l’aspetto economico, nei mesi successivi all’emanazione dell’ordine di polizia n° 5, la politica antisemita della Rsi fu in un certo senso abbastanza moderata (…). Il concentramento degli ebrei fu condotto poi dalle prefetture, in relazione al periodo in questione s’intende, con metodi e discriminazioni abbastanza umani ed esso non fu affatto totale, come lascerebbe credere l’ordine del 30 novembre 1943. Oltre a ciò il 20 gennaio 1944 Buffarini Guidi, venuto a conoscenza del fatto che in molte località i tedeschi prendevano in consegna gli ebrei ivi concentrati, diede istruzioni perchè fossero fatti presso le autorità centrali germaniche i passi necessari ad ottenere che, in ottemperanza al criterio enunciato, fossero impartite disposizioni atte a far sì che gli ebrei rimanessero in campi italiani (…) (pg. 447)”

      E da “L’Indipendente” del 20 luglio 1993, Daniele Vicini scrive: “Ebrei e comunisti sciamano verso il Brennero, frontiera che possono varcare senza visto a differenza di altre (americana, sovietica, ecc.) apparentemente più congeniali alle loro esigenze. … Strana democrazia quella americana, strana dittatura quella fascista.”. Sorge sontanea la domanda: erano tutti pazzi a fuggire in un Paese dove vigevano le leggi razziali o sapevano che tali leggi erano poco meno che una farsa?

      Ma vediamo le testimonianze sullo ‘Scudo protettore’ (Il termine fu coniato dallo storico ebreo Leon Poliakov per indicare la protezione posta in essere Da Benito Mussolini a favore degli ebrei). Ecco cosa scrive: “Ovunque penetrassero le truppe italiane, uno schermo protettore si levava di fronte agli ebrei (…). Un aperto conflitto si determinò tra Roma e Berlino a proposito del problema ebraico (…). Appena giunte sui luoghi di loro giurisdizione, le autorità italiane annullavano le disposizioni decretate contro gli ebrei. …” (Léon Poliakov, “Il nazismo e lo sterminio degli ebrei”, pagg. 219-220). Questo scudo si ergeva, quindi, non solo in Italia, ma in Croazia, in Grecia, in Egeo, in Tunisia, in poche parole ovunque penetrassero le truppe fasciste.
      Il libro contiene un centinaio di documenti di come venne messo in atto lo scudo, nonché studi di storici che attestano la validità dei documenti.

      Rosa Paini, ebrea, scrive nel “Sentiero della speranza”, pag. 22: “… Quel colloquio lo aveva voluto Mussolini ancora più favorevole agli ebrei, in modo da essere indotto a concedere tremila visti speciali per tecnici e scienziati ebrei che desideravano stabilirsi nel nostro Paese. …”
      Mordechai Poldiel (israelita) scrive: “…L’Amministrazione fascista e quella politica, quella militare e quella civile, si diedero da fare in ogni modo per difendere gli ebrei, per fare in modo che quelle leggi rimanessero lettera morta. …”

      Israel Kalk (ebreo) ne “Gli ebrei in Italia durante il fasxismo”: “… Siamo stati trattati con la massima umanità. …” e, ricordando gli altri internati: “Credo di non temere smentite affermando che con voi la sorte è stata benigna e che la vostra situazione di internati in Italia è migliore di quella dei nostri fratelli che si trovano in libertà in altri paesi europei.”

      Salim Diamand (Internment in Italy – 1940-1945), ebreo: “… Non ho mai trovato segni di razzismo in Italia. C’era del militarismo, è ovvio, ma io non ho mai trovato un italiano che si avvicinasse a me, ebreo, con l’idea di sterminare la mia razza (…). Anche quando apparvero le leggi razziali, le relazioni con gli amici italiani non cambiarono per nulla (…). Nel campo controllato dai carabinieri e dalle Camicie nere gli ebrei stavano come a casa loro.”

      George L. Mosse (ebreo), autorevole docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, nel suo libro “Il razzismo in Europa” (pag. 245): “Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a enunciare il principio “discriminare non perseguire”. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là, indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti, le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana. Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi occuparono l’Italia.”

      Arriviamo all’8 settembre, data in cui avviene lo ‘sporco affare’ (termine usato da Eisenhover per indicare l’armistizio dell’8 settembre).
      Il 16 ottobre i tedeschi effettuano un rastrellamento nel ghetto di Roma catturando più di 1.000 ebrei (che sino ad allora erano stati protetti dallo scudo). Chi li difese? I soldati di Badoglio? I partigiani?
      No. Ci fu solo un uomo in camicia nera, Ferdinando Nataloni, che pretese la riconsegna degli ebrei catturati.
      Altri nomi da ricordare sono: Perlasca (fascista), salvò la vita ad alcuni migliaia di ebrei in Ungheria; Zamboni (fascista) riuscì a far fuggire da Salonicco centinaia di ebrei; Palatucci (fascista) ne salvò alcune migliaia a Fiume; Calisse (fascista) operò in Francia e fece fuggire diverse decine di ebrei. Non dimentichiamo il fascistissimo Farinacci che nascose una famiglia di ebrei nella sua tipografia; e il futuro segretario del Msi, Almirante che ne nascose alcuni nel Ministero dove lavorava. E si potrebbe continuare.

      Su questo argomento si trova un’interessante testimonianza di Primo Levi le cui memorie vengono in parte riportate su L’Espresso del 27 settembre 2007. Levi ricorda che fu arrestato il 13 settembre 1943 e trasferito ad Aosta nella caserma della Milizia Fascista. Levi e altri suoi correligionari furono affidati al Centurione Ferro, il quale, saputo che “eravamo tutti laureati ci trattò benevolmente; egli poi fu ucciso dai partigiani nel 1945”. Primo Levi e gli altri furono sospettati di essere partigiani; ecco cosa scrive Levi: “Il Centurione appreso che eravamo ebrei e non dei veri partigiani ci disse: ‘Non vi succederà nulla di male; vi invieremo al campo di Fossoli, presso Modena’. Ci veniva regolarmente distribuita la razione di vitto destinata ai soldati e alla fine di gennaio 1944 ci portarono a Fossoli con un treno passeggeri. In quel campo si stava allora abbastanza bene; non si parlava di eccidi e l’atmosfera era sufficientemente serena; ci permisero di trattenere il denaro che avevamo portato con noi e di riceverne altro da fuori”.

      Ti consiglio di leggere anche il libro “Italian diplomatic documents on the history of the Holocaust in Greece (1941-1943)”, Tel Aviv University, 1999, pp. 318.

      Ti cito anche una conferenza dell’Istituto storico di Modena:
      11.00 – 13.00 Incontro con Ombretta Piccinini, direttrice dell’archivio storico comunale di Nonantola sul lavoro di ricerca e la costruzione della memoria della vicenda dei ragazzi di Villa Emma.

      Temi di riflessioni e piste di lavoro:
      – Esercitazioni linguistiche a partire dalla visita alla mostra in italiano.
      – Origine e viaggio dei ragazzi di Villa Emma : una storia europea
      – Comparare le storie dei ragazzi ebrei rifugiati durante la Seconda guerra mondiale: Maison d’Izieu e Villa Emma
      – La situazione paradossale della protezione data ai rifugiati ebrei in Italia e in Francia nella zona di occupazione italiana prima e dopo l’ 8 settembre 1943
      (http://associazioni.monet.modena.it/iststor/page4.php?id=543http://www.ted.scuole.provincia.modena.it/index.php?ml=2&nid=546&dt=1222812000)

      Resta ovviamente la macchia indelebile delle leggi razziali. Che però hanno una loro giustificazione derivante dalla spinta delle ‘democrazie’ che gettò l’Italia verso la Germania e dalla necessità di adeguarsi, almeno formalmente, alle leggi naziste.(vedi Rutilio Sermonti (“L’Italia nel XX secolo”), George Trevelyan (La Seconda Guerra Mondiale”, Vol. 2°, pag. 209) e Renzo De Felice (Storia degli ebrei sotto il fascismo, pag. 137).

      Che poi le leggi in questione fossero solo di facciata lo testimonia il destino di molti di coloro che le applaudirono nel periodo ’43-45.
      Ricordo infatti che il Presidente del Tribunale speciale per la Razza, Gaetano Azzrito, fu nominato nel 1946 da P. togliatti capo ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia.
      Altri, come Eugenio Scalfari, Benigno Zaccagnini, Aldo Moro, Guido Piovene, Giorgio Bocca Luciano Salce e Giuliano Vassalli, per citarne solo alcuni, furono tranquillamente accettati nella nuova Italia democratica e fecero carriera nel dopoguerra.

      Commento di mcz06 | aprile 29, 2009 | Rispondi


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