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L’omicidio dell’ing. Boari

Dove si parla di omicidi. In particolare quello dell’ing. Boari.

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020 – L’omicidio dell’ing. Boari

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luglio 1, 2008 - Posted by | Comunismo, Fascismo, Italia, Random, resistenza, Storia, Varie | , , , , ,

4 commenti »

  1. Questo ingegner Boari è stato linciato proprio solo per essere andato a lavorare nel suo podere in un giorno di sciopero? Ma perchè c’era sciopero allora? Non sarà che in realtà è stato ucciso perchè aveva promesso dei licenziamenti senza giusta causa? Io non voglio giustificare l’omicidio di questo Boari ma se fosse come io mi immagino la faccenda sarebbe almeno un pò diversa….

    Commento di Rod | agosto 3, 2008 | Rispondi

  2. 1-evidentemente scioperare si poteva, altrimenti sarebbe intervenuta la polizia.

    2-se ci fosse stato ingiusto licenziamento risulterebbe eccome dagli incartamenti

    Commento di max | agosto 21, 2008 | Rispondi

  3. L’ing, Boari fu assassinato per le stesse, identiche ragioni per cui furono assassinati migliaia di altre persone: per spianare la strada alla conquista del potere da parte del PCI.
    E questi omicidi avvenivano in mod truculento con il preciso scopo di intimorire i sopravvissuti.
    Il PCI non riuscì a prendere il potere in Italia, ma riuscì a prenderlo e a conservarlo sino ad oggi nelle regioni in cui scatenò il terrore.

    Commento di mcz06 | agosto 21, 2008 | Rispondi

    • Ho testimonianze DIRETTE secondo cui Boari avrebbe con altri proprietari terrieri locali chiamato dei crumiri per raccogliere la frutta/raccolto. E questo in presenza di uno sciopero che durava da 77 (dico SETTANTASETTE ) giorni con la gente affamata ed esasperata.L’ing. Boari scelse in modo sciocco di recarsi al suo podere per raccogliere la frutta o comunque lavorare, visto che a giugno non si raccoglie frutta ma si miete al massimo visto che siamo ad inizio giugno in Emilia Romagna. Boari che si trovava nel suo podere si trovo’ circondato dagli scioperanti accorsi per la presenza dei crumiri che si erano presentati al lavoro cantando “faccetta nera. Boari sarebbe stato avvicinato da Aristide Mazzoni, suo bracciante da lui conosciuto, che gli avrebbe parlato dicendogli “ingegnere, vada via che finisce male” ma mentre parlava Mazzoni avrebbe allungato una mano verso Boari come si fa parlando in modo amichevole e tranquillo. Mazzoni in effetti conosceva Boari e lo consigliava di andarsene vista la difficilissima situazione.
      Boari che impugnava una pistola, addossato alla porta della casa, fraintendendo il gesto di Mazzoni che con la mano voleva avvicinarlo, avrebbe fatto partire un colpo di pistola che da distanza ravvicinatissima trapasso’ il petto di Mazzoni che mori’ praticamente immediatamente.
      Alla vista del sangue la folla che aveva scavalcato la rete di recinzione del podere si precipito’ su Boari linciandolo.

      Boari non era un grosso proprietario terriero, non era un “affamatore del popolo” come si diceva allora ma commise molti errori: a) uccise Mazzoni e questo e’ provato; b) in un momento di tensione INCREDIBILE si reco’ al suo podere ed anziche’ parlare con i braccianti esasperati estrasse la pistola con cui poi avrebbe ucciso Mazzoni minacciando persone esasperate ed incarognite da mesi di sciopero. Verita’ e’ che altri erano i VERI AFFAMATORI DEL POPOLO basta andare in quelle zone ed i nomi li sanno tutti.
      Intendo i nomi di chi tiro’ la corda PER SETTATASETTE giorni di sciopero creando quella situazione terribile che costo’ poi la vita a Mazzoni prima e a Boari dopo.

      Due vittime una delle quali totalmente innocente (Mazzoni) l’altro con la sola colpa di sentirsi parte del gruppo degli agrari pur avendo un podere da coltivatore diretto o poco piu’. Pagarono duramente entrambi con la vita. I veri colpevoli erano altrove. Al mare sulla spiaggia della Versilia probabilmente oppure a Cortina. Di questi bei tomi, COLPEVOLI VERI E CERTIFICATI, nessuno parla.
      Si parla di Mazzoni (poco) e di Boari (molto visto il revisionismo oggi di moda sul triangolo della morte).

      Commento di giuliano trombetti | giugno 18, 2009 | Rispondi


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