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Come ti falsifico la Storia

Un esempio di come i ‘resistenti’ falsificano la Storia.

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092 – Come ti falsifico la Storia

Luglio 9, 2008 - Pubblicato da mcz06 | Comunismo, Italia, Storia, resistenza | , , , , , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. egregi lettori ed editoriali,
    leggo con sorpresa quanto risultato dalle perizie da voi riportate alla luce ed porgo un encomio alla sete di verità e di giustizia per una memoria storica che sia sempre specchio di una verità da non dimenticare ne mistificare.dicendo questo non posso esimermi dal pretendere la stessa fedeltà storica ed la coerenza nel ammettere le abominevoli ed atroci stragi compiute dalle forze nazi fasciste nel veder perse le residue manie di superiorita in conseguenza dell’ammistizio del 1943 .io che nn sono ne comunista ne fascista non ritengo giusto appellarsi ad un falso storico per riscattare la figura troppo oscura e feroce di quelle forze xenofobe ed totalitarie che segnarono con il sangue ed il dolore le vite di molte persone in ogni parte del mondo in nome di una presunta superiorità rivelatasi frutto di maniacali chimere dettate da dottrine formate nell’indotrinamento forzato delle masse ancora ignoranti ed malneabili di quelle classi sociali tenute per secoli in uno stato di obbligata deficienza.cerchiamo cosi di guardare al futuro senza rivangare storie tristi ed ignobili che non possono essere portate ad esempio in un mondo che di tutto abbisogna tranne che dinuove ideologie dittaturiali ed xenofobe.è altresi vero che senza l’insegnamento delle precedenti generazioni non potremmo definirci sviluppati ed emancipati cosi’ proprio in nome di questa riconquistata identita di persone libere ed democratiche invito tutti ad un grido forte e chiaro all’unita della nostra madre patria ed alla libertà tanto desiderata.viva l’italia evviva la libertà

    Commento di daniele | Settembre 2, 2008 | Replica

  2. Tra le molte falsificazioni storiche, ve ne sono alcune create negli ultimi anni, per rivelare al mondo che anche gli Italiani (fascisti) avevano i loro campi di sterminio (di sloveni e croati, naturalmente): ciò anche per riequilibrare il fatto che centinaia di migliaia di cittadini italiani furono costrette ad andarsene dall’Istria (e prima ancora molti dalla Dalmazia, negli anni ‘20, di cui non si ricorda mai nulla o quasi, ma che pure ci furono, slavizzando interamente quella striscia di terra che fu pienamente veneta fino al 1797, e che poi l’Impero Absburgico progressivamente snazionalizzò: ne ho trattato, sia pure in modo generico nela mia dissertazioone storico-politica “LA QUESTIONE JUGOSLAVA e e le sue implicazioni con l’Italia”, lavoro molto elogiato da chi lo ha letto, ma totalmente boicottato). Sulla base di un curioso personaggio, ormai novantenne, lo scrittore sloveno Boris Pahor, il quale si vanta di essere stato prigioniero dei Tedeschi, dopo aver appartenuto all’esercito italiano “fascista”, secondo un sito web che parla di lui, e che ha scritto un unico libro ora tradotto anche in italiano “Necropoli”, che gli ha fruttato un’onorificenza, che però voleva rifiutare, la RAI del Friuli-Venezia Giulia, ormai caratterizzata da anti-italianità, austriacantismo, filoslavismo e totale spirito disgregatorio (salvo poche occasioni, date da qualche classica celebrazione patriottica italiana) sostiene che a Visco, paesetto nei pressi di Palmanova e dell’altro celebre di Gonars, altro luogo di orrori nei confronti di poveri Sloveni e Croati, fosse esistito un secondo campo di prigionia e sterminio, dove morirono vecchi e fanciulli che i malvagi Italiani fascisti deportarono. La questione è nata dal fatto che una vecchia caserma abbandonata (tale risulta dalle immagini proiettate dalla stessa RAI) verrà usata come spazio per un qualche centro commerciale, con la conseguente distruzione di cimeli e residuati delle sofferenze del povero popolo sloveno-croato, massacrato dai malvagi italiani fascisti. Con un classico compromesso, una parte di quel terribile luogo sarà salvaguardata “ad memoriam” degli orrori da noi compiuti, non si sa bene né perché, né come. Infatti, oltre alla formidabile memoria del novantenne Boris Pahor, non pare che nessun altro si sia ricordato di questi terrificanti orrori, né sembra che la vecchia caserma celi qualche forno crematorio di marca italiana. Per vari decenni, nessuno ha mai identificato negli Italiani, neppure fascisti, dei massacratori di vecchi, donne e bambini, iniquamente deportati, ma non bastando evidentemente la Risiera a conduzione tedesca, Fossoli, e Gonars, si doveva pur trovare un altro luogo della “memoria”, per far sapere quanto eravamo cattivi. Nessuna classe politica, penso nel mondo intero, è tanto priva di dignità e di onestà culturale e storica, quanto la nostra attuale .

    Commento di Manlio Tummolo | Settembre 20, 2008 | Replica


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