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Un uomo di sinistra

001 - Un uomo di sinistra

Lo scopo di questo blog lo potete leggere nella pagina ‘Perchè ricordare’.

Il blog stesso ha una forma diversa da quanto siamo abituati a vedere.
Si articola in post che descrivono brevemente il contenuto di capitoli, che verranno aggiunti nella sezione ‘Pagine’ con il passare del tempo.

Gli eventuali commenti saranno possibili solo nei post, ma non nei capitoli, così da non appesantirne la lettura.
Sin da ora siete avvisati che eventuali commenti offensivi, denigratori o peggio, non saranno tollerati.
Graditi invece commenti, anche critici, che dimostrino un minimo di educazione (merce oggi piuttosto rara) e che magari possano portare a rettifiche o aggiunte.

Questo lavoro inizia con la copia di uno scritto di Vittorio Strada, ex comunista, che costiuisce il primo capitolo.

Buona lettura.!

001 - Un uomo di sinistra

Tags: Varie Random Comunismo Storia Strada

Gennaio 30, 2007 - Pubblicato da mcz06 | Comunismo, Italia, Random, Storia, Strada, Varie | | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Si confondono i termini del problema. Fare l’equazione Nazismo = Comunismo non corrisponde alla realtà dei fatti.
    Si parte dall’assunto che il nazismo debba essere confuso con i tedeschi, propaganda post guerra, oppure il comunismo sovietico, che nulla ha a che fare con le basi economiche del marxismo, debba essere confuso con le istanze rivoluzionarie di una classe sfruttata e oppressa.
    Purtroppo è inutile elencare i morti ammazzati, tutti i sistemi economici con le loro sovrastrutture politiche ne contano a migliaia, il problema di fondo è: come costruire una società che permetta a tutti di vivere in modo decoroso, di consentire a tutti una adeguata istruzione, di evitare le guerre per interessi di mercato o di parte?
    Finora il capitalismo, sviluppatosi anch’esso mediante rivoluzioni e guerre sanguinose, non è riuscito a risolvere queste istanze: il comunismo potrebbe nella misura in cui si applicassero le basi economiche studiate da Marx, Engels, Lenin, Troskij, Rosa Luxembourg, Karl Liebneck, Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga ecc. potrebbe ancora avere una chance.
    Per la cronaca i primi ad assaporare i campi di concentramento nazisti furono i tedeschi stessi, così come i primi ad assaporare le delizie della persecuzione stalinista (socialismo reale) furono i rivoluzionari bolscevichi.
    Il problema di base è accettare la dialettica: tesi antitesi e sintesi; essendo essa collegata ad interessi materiali molto forti non è mai un confronto a tavolino con arguti disquisitori che cedono cavallerescamente la ragione a chi porta argomentazioni razionalmente più valide.
    Se così fosse perché si continuano a costruire armi? Come mai esistono dei popoli dissanguati e affamati, quando basterebbe rinunciare a qualche volo di aereo spia, navigazione di sottomarini nucleari, costruzione di cose inutili, ecc. ecc.?
    Se la risposta è il liberismo e il libero mercato, ormai un vezzo feticista visto lo sviluppo dei grandi monopoli a livello internazionale, abbiamo già perso in partenza: siamo noi grassi occidentali che debbono difendere i propri mercati, in futuro forse (mi auguro di no naturalmente) anche con le armi, contro le nazione emergenti (Cina, India ecc.) …. ma forse Lenin nel 1916 (L’imperialismo fase suprema del capitalismo) nelle sue cinque tesi anticipava già quello che sarebbe stato il futuro! Sicuramente aveva la sfera di cristallo, come si vuol far credere, oppure aveva una solida cultura marxista, cosa molto più probabile.
    Dal mio punto di vista l’articolo dice cose vere con bassa visuale storica e un moralismo idealista che viene ampiamente divulgato e sfruttato dai paladini della libertà: George Bush, Vladimir Putin, Tony Blair, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Massimo D’Alema ecc. ecc. , sicuramente per non mantenere i loro privilegi e gli interessi economici che rappresentano (sic!).

    Commento di Tullio aka pinguestaff | Giugno 6, 2007

  2. Il problema a mio avviso è un altro. Il Nazismo ha visto la sua prima e unica realizzazione con Hitler.
    Il comunismo ha visto la sua prima realizzazione (seguita da molte altra) in Unione Sovietica.

    Entrambe le realizzazioni hanno avuto in comune un punto: l’assoluto disprezzo per il cittadino, inteso come uomo.
    Il risultato si misura anche in morti ammazzati, ma queste cifre non rappresentano da sole il motivo di rigetto per entrambi gli ‘ismi’.

    La loro affinità è molto più profonda e non ha alcun senso andare a cercare oggi se nella loro dottrina o nelle loro basi filosofiche ci sia qualcosa da salvare.
    Il fatto fondamentale è che sono state entrambe esperienze da condannare con tutte la forza possibile.
    Ciò però oggi avviene solo per quel che riguarda il Nazismo.Non per il Comunismo, che , anzi, in alcuni Paesi come il nostro viene ancora esaltato come la soluzione (definitiva?) di tutti i problemi.

    Entrambe le soluzioni politiche vanno invece rigettate in tronco in quanto rappresentano le due facce di una stessa moneta.

    Il fatto poi che andando a rimestare tra gli scritti dell’uno o dell’altro si possano trovare spunti accettabili o comunque degni di discussione, non cambia nulla.

    La sinistra, se vuole essere credibile deve emettere una sentenza di condanna sul Comunismo almeno pari a quella emessa sul Nazismo.
    Dopo potrà far proprie anche alcune tesi di Marx, ma. per favore, usando un nome e una bandiera diversa da quella del Comunismo storico, sinonimo di una delle più grandi barbarie della storia dell’umanità.

    Commento di mcz06 | Giugno 7, 2007

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